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Sporcizia sulle mura, la cooperativa sociale si difende: «Mai state così pulite» foto

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di Lorenzo Falconi

GROSSETO – «Le mura medicee non sono state mai così pulite negli ultimi anni». A sostenerlo sono gli esponenti della cooperativa sociale La Gerbera che fa parte del consorzio Cointeso, soggetto interessato direttamente dalla polemica relativa allo stato di sporcizia registrato sulle mura cittadine. Tutto nasce da un’iniziativa sorta in maniera spontanea su Facebook, in cui dei cittadini hanno promosso un’azione che ha portato all’intervento diretto nel bastione della Cavallerizza, con tanto di rimozione della sporcizia. «Non abbiamo nulla contro questo tipo di iniziative – spiega Alberto Brugi del consorzio Cointeso -, ma occorre precisare che con tuta la propaganda che è stata fatta, abbiamo subito un danno di immagine. Ci pare esagerato il risalto e l’enfasi data all’operazione visto che sono state denunciate quintali di bottiglie raccolte, quando in realtà le cose non stanno così». Gli fa eco Francesco Ferretti, presidente de La Gerbera: «Vantiamo in organico 28 persone, di cui 20 ragazzi diversamente abili. Sono soggetti svantaggiati e a rischio di emarginazione sociale che però mettono il massimo dell’impegno nella pulizia delle mura. Non posso accettare che il loro lavoro venga mortificato così, soprattutto quando dai sopralluoghi che effettuiamo quotidianamente, emerge l’ottimo servizio svolto. Il fenomeno purtroppo è difficile da contrastare, lo sappiamo bene, perché sulle mura ogni notte dormono diverse persone e ogni mattina dobbiamo ripulire. Non ho niente contro la volontà e la necessità di lotta al degrado da parte dei cittadini, però gradirei maggiore apertura, più dialogo e collaborazione e meno polemica gratuita».

L’impressione, in ogni caso, è che in relazione alle mura medicee ci sia un problema più di vivibilità che di pulizia. E’ quello che da tempo chiedono in pratica i cittadini: riappropriarsi di un luogo storico che appartiene a Grosseto e ai grossetani, senza lasciarlo in mano ai vandali, agli sbandati e quindi al degrado. «Questo è certamente il passo successivo – precisa l’assessore comunale Giuseppe Monaci -. Intanto abbiamo sistemato l’aspetto pulizia, perché da tanto tempo le mura cittadine non erano così ben tenute, poi passeremo alla seconda fase. Ciò significa collocare l’impianto di illuminazione, sistemare i camminamenti, recuperare una struttura come la Sala Eden». Iniziative sicuramente lodevoli che vanno nella giusta direzione di una concreta valorizzazione di quello che a tutti gli effetti è un luogo storico significato per la città, anche se nessuno deve farsi delle illusioni a breve a tempo: «Servono tanti soldi – osserva Monaci – e occorre dire che al momento ci sono altre priorità».

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