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Dalla regione 916 mila euro per manutenzione e sicurezza delle scuole in Maremma

FIRENZE – Supera i 13 milioni (13 milioni e 300 mila euro circa) la richiesta complessiva al Ministero dell’Istruzione proveniente da enti locali toscani per riqualificare e mettere a norma edifici scolastici di loro proprietà. Alcuni interventi saranno sicuramente finanziati, tra questi nella nostra provincia, i 310 mila euro assegnati a Grosseto per la primaria di via Mascagni, i 257 di Follonica per la media Pacioli, i 255 per primaria e infanzia a Magliano in Toscana,  i 74 di Arcidosso per la media Carducci, mentre risulta solo ammessa al finanziamento Massa marittima che aveva chiesto 78 mila euro per le scuole primarie e dell’infanzia.

A fare il decreto con la graduatoria (58 interventi finanziabili, 34 dei quali in effetti finanziati con i soldi a oggi disponibili: vedi tabelle allegate) sono stati gli uffici della Regione Toscana in base a una legge nazionale dello scorso agosto (il cosiddetto “decreto del fare”) che stanziava 150 milioni per tutta Italia assegnandone 10 alla Toscana (ma questi potranno incrementarsi nel caso che altre regioni non riescano a utilizzare pienamente le risorse loro destinate), con l’obiettivo, appunto, di dare ossigeno agli interventi per la sicurezza negli edifici scolastici con particolare riferimento per quelli con presenza di amianto.

“I tempi dettati dal decreto nazionale – sottolinea Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Istruzione – erano strettissimi, ma qui in Toscana siamo riusciti a rispettarli grazie ad un bello sprint compiuto dagli enti locali e dagli uffici regionali. Ora – aggiunge Targetti – rivolgiamo un appello al Miur affinchè vengano investite altre risorse per consentire così lo scorrimento delle graduatorie”. La vicepresidente cita in modo esplicito altri 100 milioni, sempre previsti nel “decreto del fare”, che Inail dovrà destinare nel 2014 al miglioramento della sicurezza degli edifici scolastici. L’iter per assegnare i 150 milioni, in effetti, è caratterizzato da tempi rapidi: pubblicata la legge nazionale in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto, già il 2 settembre la Regione Toscana approvò l’avviso pubblico per Comuni e Province fissando al successivo 16 settembre la scadenza per presentare le domande con il mese ulteriore, scaduto martedì scorso 15 ottobre, per formare le graduatorie e inviarle a Roma. Adesso gli uffici del ministero hanno tempo fino al 30 ottobre per assegnare i soldi agli enti locali. Ma c’è un particolare di non poco conto da considerare; un particolare che rende comunque interessante anche la parte medio-bassa della graduatoria: se i lavori annunciati (eliminazione amianto, adeguamenti a normative su sicurezza, igiene e agibilità) non saranno realmente assegnati entro il 28 febbraio 2014 – ma anche se qualche Regione non fosse riuscita a trasmettere al ministero le graduatorie entro lo scorso 15 ottobre – i soldi teoricamente spettanti torneranno in ballo per essere a quel punto ripartiti fra le Regioni più “virtuose” consentendo alla graduatoria di scorrere. Da notare che per essere davvero finanziato, ciascun intervento ha l’obbligo di essere “immediatamente cantierabile”.

Con i denari inizialmente disponibili per la Toscana (appunto i 10 milioni) sono 34 le richieste che, assegnando davvero i lavori entro il 28 febbraio 2014, non avranno problemi. A oggi restano praticamente fuori le altre 24 richieste comunque valutate come finanziabili: si parte dal Comune di Pietrasanta con la messa in sicurezza di una scuola per l’infanzia. Per ognuna di queste richieste la speranza di ottenere il contributo è legata a un eventuale scorrimento causato, in pratica, da una … “non virtuosità” altrui.

Sull’avviso regionale pubblicato a settembre sono arrivate, negli uffici della Regione Toscana, 137 domande (15 da 9 Province e 122 da 95 Comuni) per un totale di richieste che sfiorava i 39 milioni di euro. L’avviso dava la possibilità di presentare un massimo di due domande per ciascun ente richiedente. La Regione ha ammesso a valutazione 104 domande (le restanti 33 non sono state valutate perchè non rispondenti ai requisiti di ammissibilità) per un totale di richieste che sfiora i 32 milioni di euro. Al termine della procedura di valutazione, 58 sono gli interventi risultati finanziabili per un totale, come detto, di 13 milioni e 300 mila euro circa (51 vengono da Comuni e 7 da Province). Dei 34 interventi sicuramente finanziati con i 10 milioni sicuramente disponibili, 4 vengono da Province e 30 da Comuni.

In allegato: i 58 interventi ammessi a finanziamento e i 34 interventi, divisi per provincia, sicuramente finanziati.

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