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Lucchini, il tavolo convocato ancora tra 15 giorni. Ministero «Rilanciare stabilimento e porto»

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ROMA – Non c’è ancora nessuna certezza sul futuro della Lucchini e dell’altoforno di Piombino, anche se il governatore della Toscana Enrico Rossi parla di «impegno a una riconversione ecologica». Oggi a Roma l’incontro tra i sindacati confederati, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il governatore della Toscana Enrico Rossi e il ministero dello Sviluppo economico. «Abbiamo raccolto le preoccupazioni dei lavoratori e contribuito a definire un piano per dare prospettiva di rilancio allo stabilimento industriale e del porto attraverso una riconversione in polo siderurgico all’avanguardia – spiega il sottosegretario allo sviluppo economico carlo De Vincenti -. Non si è parlato in particolare della Costa Concordia ma del fatto che il porto di Piombino può diventare specializzato nello smaltimento delle navi secondo le nuove normative europee».

«Oggi abbiamo l’impegno positivo del governo a supportare il progetto di conversione ecologica di Piombino e a puntare all’obiettivo della tecnologia Corex e del forno elettrico». Afferma il presidente Enrico Rossi, al termine dell’incontro al Mise sulla Lucchini. «La valorizzazione del porto, sulla quale noi ci siamo sempre battuti, in particolare, è stata condivisa da tutti» afferma chiedendo al commissario europeo per l’industria, Antonio Tajani, di «trovare le risorse per un programma di rilancio». Quanto allo smaltimento della Concordia, secondo Rossi, «sembra che tutti fanno i conti senza l’oste che è la Regione Toscana, perché la nave è un rifiuto e dipende da noi l’autorizzazione a spostarla. Certo il suo smaltimento a Piombino potrebbe aiutare nella fase transitoria del polo siderurgico», conclude il governatore.

Per quanto riguarda la Lucchini il tavolo è stato nuovamente convocato tra 15 giorni anche se ormai è una corsa contro il tempo rispetto alla prevista chiusura a fine anno dello stabilimento, una struttura che dà lavoro a 5 mila persone. I sindacati hanno detto di apprezzare l’impegno del governo per la riconversione ma chiedono di lavorare per «mantenere accesso l’altoforno in modo da garantire il lavoro ai 3 mila dipendenti diretti della fabbrica».

Intanto ieri alcuni operai avevano occupato il Torrione di Piombino (nella foto sopra) dandosi il cambio per tutto il giorno e per tutta la notte. Gli operai sono tutt’ora lì con i loro rappresentanti sindacali e questa sera, alle 22, si riuniranno in assemblea, aperta a tutti, per discutere sul da farsi. Anche questa notte alcuni di loro continueranno ad occupare il Rivellino nel centro storico di Piombino per mantenere alta l’attenzione sul futuro dell’altoforno e degli operai che vi lavorano.

 

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