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Caso Gavorrano: il Tar della Puglia spedisce Valenzano alle elezioni. A rischio altri 5 comuni

di Daniele Reali

BARI – Dopo Gavorrano anche il comune di Valenzano, i provincia di Bari, dovrà tornare alle elezioni. A stabilirlo è stato il Tar della Puglia che proprio oggi, dopo l’udienza che si è tenuta ieri, ha emesso la sentenza con la quale si stabilisce l’annullamento di tutte le liste che avevano vinto le elezioni e il conseguente ritorno alle urne.

Come è accaduto per il Tar della Toscana, il tribunale di Bari si è espresso dichiarando irregolari le liste che erano state autenticate da un consigliere provinciale per le consultazioni elettorali che riguardavano il comune di Valenzano. A differenza però di Gavorrano in questo caso tutte le liste che si erano presentate al voto, sia quelle risultate vincenti che le altre, erano state autenticate da consiglieri provinciali, tanto che il ricorso al Tar è stato presentato da singoli cittadini e non da forze politiche.

Nel caso di Valenzano la richiesta dei “ricorrenti” era quella del ritorno al voto e il Tar accogliendo il ricorso ha stabilito infatti che si debba «procedere a nuove elezioni». Tra l’altro Valenzano è un comune di 18 mila abitanti e in quel caso si vota con il doppio turno e il ballottaggio: differenze rispetto a Gavorrano, ma casi del tutto simili perché tutto si lega alla interpretazione della legge sulle procedure di ammissione delle liste.

Una decisione quella del Tar di Bari che potrebbe riguardare presto altri cinque comuni pugliesi: Molfetta, Barletta, Capurso, Sannicandro e Monopoli. Tutti comuni a rischio elezioni. La probabilità di tornare al voto a questo è concreta visto il tribunale che dovrà decidere è lo stesso che ha pronunciato la sentenza di Valenzano.

A Molfetta intanto, come riportato anche dal quotidiano online MolfettaLive (www.molfettalive.it) che fa parte del circuito Local43 come IlGiunco.net, sale l’attesa per conoscere il futuro dell’amministrazione e anche per le casse comunali: tornare al voto in una città di 60 mila abitanti costerebbe 400 mila euro.

Ecco il link per leggere la sentenza emessa dal Tar della Puglia: LINK

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