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Anche a Gavorrano le “larghe intese”, Borghi: «Per farmi cadere»

di Daniele Reali

GAVORRANO – Politica sempre in fermento a Gavorrano dove negli ultimi anni se ne sono viste di tutti i colori, politicamente parlando e non solo. E se da una parte la novità del giorno è la presentazione del ricorso al consiglio di stato da parte della compagine di Massimo Borghi e l’apertura di una nuova fase giudiziaria per il comune minerario, dall’altro lo stesso Borghi torna a parlare del passato. In particolare della sua decadenza e delle sua ineleggibilità.

«Nel 2011 i rappresentanti del Pd e del Pdl – dice Borghi – si incontrarono per poi fare pressioni sul prefetto; questo è stato confermato anche da un esponente del centrodestra di Gavorrano proprio in questi giorni su Facebook».

Una sorta di «larghe intese», così le definisce Borghi, «sul modello di quello che accade a livello nazionale, solo che qui sono state fatte per ottenere poi il ricorso dalla prefettura». Critiche a Pd e Pdl, ma non solo perché Borghi ha voluto indirizzare il “j’accuse” verso Patrizio Vitagliano, segretario del circolo Fratelli d’Italia di Gavorrano, che nei giorni scorsi aveva attaccato un po’ tutto il centrosinistra per l’ultima vicenda sul commissariamento.

«Chiediamo a Vitagliano come mai attacca noi e poi chiediamo se conosce una persona che è stata nominata nel Cda di Gavorrano idea, una persona che con la cultura non c’ha mai avuto niente a che a fare. Forse era una marchetta elettorale da pagare al centrodestra? Forse quella nomina era merce di scambio elettorale?». Ipotesi di cui Borghi ha parlato presentando il ricorso della sua coalizione al Consiglio di Stato e in attesa di un’altra decisione del tribunale sulla politica di Gavorrano, il clima, come si può capire rimane incandescente e da campagna elettorale.

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