Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Mense scolastiche, M5S: prodotti non tracciati, potrebbero venire dalla “terra dei fuochi”

Più informazioni su

GROSSETO – Nel settembre scorso il Movimento 5 Stelle, «su istanza di diversi cittadini allarmati dalle notizie apprese dai mezzi stampa circa i cibi provenienti e coltivati nella cosiddetta “terra dei fuochi” – ricordano dal M5S -, ha presentato una interrogazione al Comune di Grosseto richiedendo che, in relazione al servizio di refezione scolastica degli asili e delle scuole materne, venissero fornite indicazioni sul luogo di coltivazione e trasformazione dei singoli ingredienti costituenti i pasti somministrati nonché sulle procedure adottate dagli organi preposti in merito ai controlli sulla qualità dei cibi distribuiti. Il Comune di Grosseto ha risposto all’interrogazione con due note, una di Iside ed una del proprio servizio socio educativo, in cui di fatto o non viene fornita risposta o si ammette esplicitamente di non essere in condizione di conoscere la provenienza dei prodotti».

«E questo nonostante che le prescrizioni dei bandi di gara fossero su questo specifico aspetto estremamente dettagliate richiedendo inequivocabilmente in molti casi la provenienza nazionale, la totale tracciabilità dei prodotto e la prescrizione della chiara indicazione del luogo di provenienza – continuano dal Movimento 5 Stelle -.Esaminando le schede dei prodotti fornite dall’Ente (Schede Iside e schede Comune) risulta in effetti impossibile nella maggior parte dei casi stabilire il luogo di coltivazione e di trasformazione degli alimenti. Nel caso della frutta biologica (o non), ad esempio la scheda consegnata indica genericamente che essa può essere reperita sia in Italia che in Egitto, Spagna, Olanda, Argentina e Cile precludendo così qualsiasi possibilità di verificare se in effetti il prodotto fornito sia corrispondente alle prescrizioni del bando che in alcuni casi, richiede la provenienza esclusivamente italiana. E tutto questo senza considerare che il Comune ha totalmente trascurato la possibilità di usufruire dei benefici introdotti dalla Regione Toscana che prevede finanziamenti economici dovuti all’introduzione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche toscane».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.