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Note (poco) note: Grosseto e l’auditorium che non c’è

a cura di Giovanni Lanzini

GROSSETO – Alcuni anni fa feci con i miei alunni una bella ricerca sui “luoghi della musica” di Grosseto. Ovviamente partimmo da quelli esistenti quali il Teatro degli Industri, il Teatro Moderno, lo Spazio 72 e…. poi? E poi nulla. Purtroppo la nostra città, se da un lato conta una notevole espansione urbanistica degli ultimi anni, dall’altro piange la carenza di luoghi “istituzionali” per spettacoli dal vivo. E’ vero che nella stagione estiva l’arena del Cassero Senese può ospitare circa 200 spettatori con un palcoscenico abbastanza grande da accogliere un’orchestra sinfonica e che, volendo, anche tutte le piazze cittadine possono divenire luoghi occasionali per spettacoli (anche grazie all’ultimo decreto sulla musica dal vivo, che dovrebbe finalmente risolvere qualche problemino di carattere burocratico sia per chi suona che per chi organizza) ma… per tutto il resto dell’anno? Mi si potrà obbiettare che abbiamo ben due teatri in città ma, è facile capire, che con 1000 posti il primo e quasi 350 il secondo male si adattano (soprattutto per i loro costi di gestione) a spettacoli quali concerti di musica classica e corale, concerti jazz, esibizione di gruppi giovanili, di musica popolare e rock e con quel pubblico “tipo” che si aggira mediamente sulle 100/150 persone a serata. In poche parole, manca a Grosseto un auditorium vero e proprio. Luogo “istituzionale” non solo per la musica, si badi bene, ma anche per convegni, presentazione di libri, serate letterarie e di poesia e quant’altro. Uno di quei tanti auditorium nei quali, per la mia attività di musicista, mi trovo regolarmente a suonare in giro per l’Italia e all’estero e che manca proprio nella mia città.

Incredibilmente, se torniamo indietro con la memoria di oltre 20 anni, Grosseto un bellissimo Auditorium per la musica lo aveva ed era la Sala “A.Gi.Mus.” in piazza de Maria (nell’edificio che ospita l’attuale Istituto Professionale ndr). La città aveva anche una Sala da ballo polivalente che rispondeva al nome di Sala Eden (attualmente siamo in attesa di sapere quale sarà il suo destino), oltre a varie discoteche sparse nei vari quartieri. E adesso quel segmento di locali nella nostra città manca. E se ne sente la mancanza. E’ pur vero che oramai da anni vengono utilizzati allo scopo vari “luoghi occasionali” ma certamente le caratteristiche, soprattutto acustiche, non sono certo ottimali per seguire una conferenza o ascoltare un concerto o una lettura di poesie. Per i più curiosi, ricordo che negli ultimi del seicento (molto prima della costruzione del Teatro degli Industri) esisteva già una “sala delle commedie” accanto al convento di San Francesco e, molti decenni più tardi, venne ricavato anche un elegante Salone (dove si organizzavano spettacoli e feste da ballo) al pianterreno di quel bellissimo Palazzo Pretorio, poi abbattuto durante il Ventennio per far posto al più “moderno” palazzo di fronte al Duomo.

Tornando a tempi più recenti, mi basti citare che i primi concerti del Festival di Musica da Camera che l’ “Associazione Amici del Quartetto” iniziò ad organizzare quasi venticinque anni fa furono ospitati in luoghi assolutamente “occasionali” per la musica classica (all’epoca era anche chiuso per ristrutturazione il Teatro degli Industri) quali la Sala Eden, le sale-riunioni delle circoscrizioni, le Aule Magne delle scuole, le chiese… e questo la dice lunga sulla annosità del problema. E allora cari Comune, Provincia, Banche, fondazioni, privati, chiunque insomma possa prendere a cuore la questione, non credete che la nostri città si meriti, finalmente, anche un Auditorium degno di tale nome?

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