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Caro comune quanto mi costi? Con le fusioni in Maremma si risparmierebbero 20 milioni di euro

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GROSSETO – Dai 18 ai 20 milioni di euro. Ecco la cifra che anche in provincia di Grosseto si potrebbe risparmiare se i comuni scegliesseto la strada delle fusioni, un percorso tracciato dalla regione che consentirebbe una migliore gestione delle risorse degli enti locali.

Numeri che sono stati resi pubblici dall’Irpet che ha ha studiato proprio la dinamica delle fusioni e i benefici, in termini di minori costi delle pubbliche ammiistrazioni, in Toscana e in provincia di Grosseto in particolare.

A livello regionlae il risparmio complessivo toccherebbe quota 400 milioni di euro, un cifra ragguardevole, soprautto in questo momento.

L’idea di fondo, promossa proprio dalla regione Toscana, è quella che in epoca di “spending review” e di carenza di fondi, le risorse degli enti locali se ne vanno in grand parte per il “funzionamento della macchina ammiistrativa” sottraendo possibilità di investimento proprio nei servizi e nelle opere pubbliche.

Il tema delle fusioni sarà al centro dell’incontro pubblico “La riforma delle autonomie locali in Toscana ed i processi di fusione”, promosso dalla Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana. L’appuntamento è fissato per venerdì 11 ottobre, alle 15, nella Sala Contrattazioni della Camera di commercio di Grosseto.

Dopo i saluti del presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci, introdurrà il tema il presidente della Commissione Affari istituzionali Marco Manneschi. Seguirà la presentazione dello studio dell’Irpet: “Dimensioni dei governi locali, offerta di servizi pubblici e benessere dei cittadini”, a cura di Sabrina Iommi. Sono previsti gli interventi di Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto e Giovanni Lamioni, presidente della locale Camera di Commercio. Saranno l’assessore alla presidenza della Regione Toscana Vittorio Bugli ed il vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali, Alessandro Antichi, a trarre le conclusioni. “È necessario fare il punto sui processi di fusione in corso. Nessuno vuole far calare decisioni dall’alto – sottolinea Antichi – La commissione, con questo appuntamento, vuole fornire tutti gli elementi di valutazione necessari ad una decisione consapevole ed informata da parte dei decisori politici”.

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