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La regione del futuro: ecco i “villaggi digitali” le smart cities alla Toscana

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FIRENZE – I Comuni toscani, singoli o associati in Unioni, possono aderire all’iniziativa della Regione per far nascere e promuovere “villaggi digitali”: così, in Toscana, vengono definite le “città intelligenti”, cioè gli ecosistemi favorevoli per l’innovazione.

Sul BURT (il Bollettino Ufficiale della Regione) è stato appena pubblicato un avviso pubblico che dal 2 ottobre, giorno di pubblicazione, resta aperto 45 giorni in modo da consentire agli enti locali la presentazione delle candidature. Entro il mese successivo la Regione convocherà i soggetti presentatori dei progetti per iniziare la fase di concertazione al termine della quale, attraverso una convenzione operativa, enti locali e Regione si assumeranno impegni concreti per attivare nuovi servizi digitali sul territorio e facilitare l’accesso ai cittadini.

Le risorse regionali che supportano l’iniziativa raggiungono i 574 mila euro nel biennio 2013/14 per costruire il “sistema toscano delle comunità intelligenti” che dovrà essere capace anche di favorire la partecipazione ai programmi, nazionali ed europei, di ricerca e sviluppo per i servizi digitali a cittadini, associazioni, imprese.

“Per villaggio digitale – sottolinea Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana con delega a Istruzione, Ricerca e Agenda Digitale – intendiamo un’area a elevata intensità e integrazione di servizi digitali forniti dalle amministrazioni pubbliche a servizio dei cittadini e delle imprese”.

Avviare nuove attività imprenditoriali e pagare multe, iscrivere i figli a scuola e compilare moduli burocratici, chiedere un volume in biblioteca e visualizzare il proprio fascicolo sanitario: questo e tanto altro, con un semplice click e dalla propria abitazione, sarà la caratteristica del villaggio digitale che dovrà impegnarsi anche per aumentare le competenze digitali dei cittadini e per riorganizzare i propri processi interni per ottenere quell’efficienza che l’uso delle tecnologie TIC consente.

“Comuni, insomma, – sintetizza Targetti – più trasparenti e vicini ai cittadini ma anche cittadini più preparati davanti alle sfide di un digitale al quale dare sempre più del tu, senza timori reverenziali. Una grande rivoluzione che, ad esempio, potrà anche aiutare a ridurre un gap particolare: quello di chi vive in zone interne ed è spesso penalizzato dalla distanza rispetto ai centri di dimensioni maggiori”.

I “villaggi digitali” hanno già iniziato a essere sperimentati in tre Unioni di Comuni: il Circondario Empolese, la Valdera, la Lunigiana.

Stella Targetti porta l’esperienza toscana sui “villaggi digitali” a un grande convegno (“Digital Italia”) in corso a Capri dove interviene questo venerdì 4 ottobre proprio sulle politiche territoriali in materia di innovazione e sui grandi cantieri digitali (pagamenti elettronici, scuola digitale, pubblica amministrazione).

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