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Cure ospedaliere, Toscana al top: meglio di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia

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FIRENZE – Sanità toscana al top per le cure ospedaliere. E’ quanto emerge dal Programma Nazionale Esiti (PNE) 2012, curato, come ogni anno, dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. “Siamo la regione con la più alta percentuale di prestazioni migliori della media, e la più bassa percentuale di prestazioni peggiori. Siamo una sanità pubblica di qualità, ma vogliamo ancora migliorare, premiare il merito e assicurare la massima trasparenza”, commenta l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, che stamani ha presentato i risultati della Toscana nel corso di una conferenza stampa, assieme a Valtere Giovannini, direttore generale dell’assessorato.

Il Programma Nazionale Esiti. Viene curato ogni anno dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e mette a confronto le performance delle strutture sanitarie di tutte le regioni, in base a 41 indicatori, che vanno dalla mortalità a 30 giorni per ictus a quella per infarto, dalla proporzione dei parti con taglio cesareo alle complicanze a 30 giorni per colecistectomia.

Le performance della sanità toscana. Le strutture sanitarie toscane valutate dal PNE sono 55, sia pubbliche che private, in base a 39 indicatori. Le prestazioni a cui è stato assegnato il colore blu (migliori della media) sono 191 (23,32%), quelle a cui è stato assegnato il colore grigio (nella media) sono 557 (68,01%), quelle con il colore rosso (peggiori della media) sono 71 (8,67%). La percentuale delle strutture toscane che offrono prestazioni migliori della media (23,32%) è la più alta registrata tra tutte le regioni: anche quelle che compaiono nella fascia più alta presentano comunque una percentuale più bassa di strutture migliori della media. Qualche esempio: Emilia Romagna 19,63%, Veneto 16,17%, Lombardia 17,96%. Le stessa regioni, hanno percentuali più alte della Toscana nella fascia rossa: Emilia Romagna 13,79%, Veneto 11,78%, Lombardia 13,74%. “Ci tengo a precisare – chiarisce l’assessore – che questa partita noi non la giochiamo contro le altre regioni, ma contro le malattie, per la salute dei nostri cittadini”.

Un grazie a tutti gli operatori. “Per questi ottimi risultati – dice l’assessore – voglio rivolgere un ringraziamento corale a tutti gli operatori, per la loro abnegazione, professionalità, impegno, che sono il vero valore aggiunto del nostro sistema sanitario. E voglio anche sottolineare che questo risultato eccellente arriva proprio nell’anno della crisi, della spending review. Nel momento in cui si affrontava la crisi, abbiamo prodotto risultati ancora migliori”.

Nella zona blu (migliori della media). Per la mortalità per ictus a 30 giorni dal ricovero, per esempio, tutte le strutture considerate sono migliori o nella media. E tutte al di sopra della media le prestazioni di ospedalizzazione per scompenso cardiaco. Bassissima la mortalità a 30 giorni per bypass aortocoronarico a Careggi (1,1%). Ottima per quasi tutte le strutture la prestazione di intervento chirurgico entro 2 giorni per la frattura del collo del femore. Era uno dei bersagli indicati dal MeS, e tutti gli ospedali sono migliorati per questa performance. E ottimi anche per tutte le strutture considerate i tempi di attesa per l’intervento chirurgico per la frattura della tibia/perone (da 2 a 5 giorni). Anche l’ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica era un bersaglio indicato dal Mes, e tutte le aziende sono migliorate, risultando tutte al di sopra della media.

Nella zona rossa (peggiori della media). Ci sono anche situazioni di criticità: la mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto miocardico acuto per gli ospedali riuniti della Valdichiana; la mortalità a 30 giorni per bypass aortocoronarico dell’azienda ospedaliero-universitaria pisana; la mortalità a 30 giorni dal ricovero per scompenso cardiaco all’ospedale di Pistoia; secondo intervento a 30 giorni di colecistectomia laparoscopica all’ospedale Misericordia di Grosseto; la mortalità a 30 giorni per frattura del collo del femore all’ospedale di Livorno; la mortalità a 30 giorni per intervento chirugico per tumore allo stomaco, al Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, Firenze, agli ospedali riuniti della Valdichiana e al Misericordia e Dolce di Prato.

Migliorare: si può e si deve. “Dobbiamo reagire alle cose che non funzionano – dice l’assessore Marroni – Nessuno sistema è perfetto, ma tutti possono migliorare. Intendiamo intervenire immediatamente e con decisione sulle criticità più gravi, che già da tempo abbiamo sottoposto a monitoraggio. E a tutto il sistema continueremo a dare obiettivi di miglioramento, utilizzando anche i risultati del PNE. Presto vareremo una delibera per il miglioramento dei processi, con la collaborazione dei Dg, del Consiglio sanitario e del Sant’Anna”. Quanto alla cardiochirurgia dell’azienda ospedaliero universitaria pisana, che da tempo presenta una situazione di criticità, l’assessore Marroni annuncia: “La accorperemo con la cardiochirurgia della Fondazione Monasterio: stiamo trovando la formula e i modi adatti, e ringrazio per questo il rettore dell’Università di Pisa Massimo Augello, per il modo in cui abbiamo affrontato la questione e insieme stiamo trovando la soluzione”.

Trasparenza. I dati del PNE saranno online già da oggi sul sito della Regione, www.regione.toscana.it, raggiungibili dal banner in home page “Cure ospedaliere“, per un obbligo di trasparenza e in omaggio al diritto del cittadino di scegliere la struttura e le cure migliori.

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