La Maremma per la pace: nelle zone di guerra arrivano gli aiuti per la scuola

GROSSETO – Nuove scuole oltre i confini italiani, nuovi compagni di banco per gli studenti di Grosseto. In occasione della Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 21 settembre, riparte il progetto “Un compagno di banco in più” del Club Unesco Grosseto-Maremma, che coinvolge le scuole maremmane nella raccolta di computer e materiale tecnico e tecnologico utile alla didattica e lo regala alle scuole meno fortunate, in zone di guerra o appena uscite da conflitti (nella foto della presentazione, da sinistra: Anna Maria Nelli, Vicario Istituto comprensivo 2, Ilaria Vasarri e Romano Lombardi del Club Unesco, l’assessore Ceccarelli e il presidente Marras)..

Il progetto, nato l’anno scorso, ha mosso i primi passi in Libano. E sono stati subito passi da gigante. Grazie ai pc raccolti in due scuole medie di Grosseto (G. Pascoli e D. Alighieri), i bambini del villaggio di Al Mansouri, nel sud del Libano, sono stati i primi compagni di banco aldilà del mare.

La nuova edizione è stata presentata questa mattina, a Palazzo Aldobrandeschi, da Romano Lombardi, socio fondatore del Club Unesco Grosseto -Maremma; Ilaria Vasarri, socia fondatrice e responsabile dei rapporti con le scuole; Leonardo Marras, presidente della Provincia; Luca Ceccarelli, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Grosseto; Anna Maria Nelli, vicaria dell’istituto comprensivo 2 che è la scuola che ha aderito per il secondo anno consecutivo al progetto.

Quest’anno, oltre al supporto del Comune di Grosseto, che ha messo a disposizione i suoi informatici per aggiornare il software dei computer, il Club Unesco Grosseto-Maremma ha raccolto anche l’adesione della Provincia di Grosseto, delle scuole superiori, della Camera di Commercio ed è iniziato un percorso di adesione dei Comuni del territorio, che hanno già dimostrato grande interesse per il progetto.

La Maremma dunque rilancia con maggiore entusiasmo la sua sfida di solidarietà, in una sinergia tra il sistema Unesco, le istituzioni e il mondo delle imprese che promette di raggiungere nuovi, importanti traguardi. La chiamata giunge forte alle scuole e alle imprese maremmane perché raccolgano materiale didattico tecnologico o tecnico da donare a scuole di paesi in situazione di conflitto o post-conflitto in cui maggiore sarà il bisogno di aiuto. Il Club Unesco Grosseto-Maremma, grazie alla rete Unesco in tutto il mondo, individuerà le scuole più bisognose e farà arrivare agli studenti d’oltreconfine il dono dei loro compagni di banco italiani.

Grande è la soddisfazione del presidente del Club Unesco Grosseto-Maremma, Sergio Vasarri. «Dopo il successo della prima annualità del progetto – spiega Vasarri – il sistema istituzionale, imprenditoriale e sociale maremmano ha risposto con grande senso di responsabilità e solidarietà. La sinergia virtuosa tra le anime del nostro territorio sarà certamente in grado di realizzare qualcosa di importante, trasmettendo ai nostri giovani e ai loro meno fortunati “compagni di banco” vittime di conflitti, i valori della pace e della convivenza civile. Senza barriere, senza frontiere, per una comune crescita dell’umanità».

Il Presidente della Provincia, Leonardo Marras: «L’istruzione e la formazione sono beni essenziali, a quali non si può rinunciare, con questo progetto vogliamo garantirli anche a tanti ragazzi che vivono realtà limite come quella dei Paesi in guerra. Un compagno di banco in più è un sostegno concreto, un gesto di solidarietà che assume ancora maggior valore oggi, che si celebra la giornata della pace».

Secondo l’assessore comunale alle Politiche educative, Luca Ceccarelli: «L’unione di forze e di intenti porta sempre a risultati positivi che in questo caso vanno a vantaggio di bambini meno fortunati. E quando a fare rete sono gli enti pubblici, insieme al mondo del volontariato, il significato assume un valore aggiunto nella direzione dell’impegno comune e dell’esempio da offrire. L’amministrazione comunale ha partecipato con i suoi tecnici informatici; ognuno sulla base delle proprie disponibilità e risorse (umane e materiali) può dare tanto in termini di solidarietà come per il progetto di sostegno all’educazione scolastica di questi bambini».

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