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Certificare le competenze per un più rapido reinserimento nel mondo del lavoro

GROSSETO – La validazione delle competenze informali e non formali è oggi un tema molto sentito, perché offre ai cittadini e ai lavoratori la possibilità di vedere riconosciuti saperi e competenze che possono favorire l’inserimento – o il reinserimento – nel mondo del lavoro.

«Dall’alternanza scuola lavoro al riconoscimento e la validazione dell’apprendimento informale e non formale, Confindustria Grosseto, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale e con numerosi Istituti scolastici, da tempo sostiene e promuove iniziative che favoriscono una migliore collaborazione e uno scambio fattivo tra il sistema dell’istruzione e il mondo delle imprese» osserva Antonio Capone, direttore di Confindustria Grosseto.

Le opportunità di apprendimento sono oggi senza limiti, senza frontiere e immediatamente accessibili. Gli individui imparano e acquisiscono nuove abilità e competenze non solo nel tradizionale contesto scolastico (apprendimento formale) ma anche, sempre più spesso, in contesti alternativi. Una parte importante dell’apprendimento avviene al lavoro, con la partecipazione alle organizzazioni della società civile o nell’ambiente virtuale di Internet e dei dispositivi mobili, individualmente o tra pari. Sempre più spesso le aziende offrono ai dipendenti opportunità di formazione per portare le loro competenze a un livello superiore mediante un apprendimento organizzato ma non formale.

Nell’attuale situazione di crescente disoccupazione – particolarmente grave tra i giovani – e di stagnazione economica è urgente cogliere le nuove opportunità di apprendimento al di fuori del sistema formale e utilizzare le competenze che esse permettono di acquisire.

Il progetto Inform.Edu è esperienza che evidenzia come sia possibile, anche in Italia, avviare percorsi su modelli condivisi.

La ricaduta pratica del progetto è di grande valore: condividere un modello di riconoscimento delle competenze utilizzato dai soggetti che si occupano di “formale” (scuole, agenzie formative, ecc.) per favorire la creazione e l’utilizzo di “portfolio” di competenze da parte degli adulti che si muovono tra i sistemi dell’istruzione e del lavoro”.

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