La “battaglia” delle partecipate, Il Pd alza la voce: «Si dimettano i vertici»

GROSSETO – ll Partito Democratico, insieme ai suoi amministratori, si è riunito nuovamente in questi giorni per approfondire la questione sulle società partecipate dagli enti locali (nella foto Barbara Pinzuti, segretaria provinciale del Pd).

Oltre alla necessità di portare avanti percorsi volti a individuare il destino di Coseca, non appena avrà ceduto il servizio, e di Rama, che non lo effettua più da tempo, ci si è posti infatti la questione di un controllo più organico sulle società di secondo livello.

In partciolare il riferimento è a Tiemme e “progetto Sei”, ma anche a quella galassia di derivate, strumentali alle aziende madri, su cui il Pd vuole esprimere una linea chiara.

«Gli amministratori chiedono – si legge nella nota del Pd –, quali enti soci e rappresentanti delle collettività, un coinvolgimento diretto sulle scelte strategiche delle società di secondo livello, comprese nomine e determinazione compensi. E’ necessario e imperativo promuovere il rinnovamento e il ricambio, attingendo alle professionalità e competenze del nostro territorio, all’interno di organismi di amministrazione».

«Il Partito Democratico condivide perciò l’odg proposto da Bonifazi e votato da tutti i sindaci, in cui di chiede ai nominati nelle società a cui Fiora spa partecipa, di rimettere a disposizione il proprio mandato. Stesso principio si riafferma anche rispetto all’eligendo CdA di Tiemme: si chiede a colui che sarà nominato da Rama nel cda di Tiemme di rimettere il proprio mandato quando scadrà il CdA di Rama».

Anche per il “caso E.life” il Pd ribadisce una linea netta: «il pubblico deve uscire quanto prima dalla compagine societaria».

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