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Rivolta e Pìetas, la miniera diventa un teatro. E i Katzenmacher tornano a Ravi

RAVI – La compagnia teatrale Katzenmacher ritorna nel sito archeo-minerario di Ravi-Marchi a Gavorrano con la produzione sul mondo delle miniere che proprio a Ravi debuttò nel 2012 ottenendo un grande successo.

Gli attori della compagnia, che da anni è impegnata con una serie di laboratori teatrali sul territorio di Gavorrano, torneranno così sul palcoscenico unico della vecchia miniera che sorgeva alle porte del paese e che grazie agli interventi degli anni passati è diventata un vero monumento alla vita e al lavoro dei minatori. Loro porteranno in scena dal 2 all’8 settembre (alle 21) “Rivolta e pìetas – memoria e copro delle miniere”, una rappresentazione ideata dal regista Alfonso Santagata.

«Uno spettacolo in miniera che dalle miniere trae spunti e riferimenti emblematici – spiega il regista –; tasselli, brani, tableau che sono insieme epitome e cronaca di forza esemplare, che portano all’oggi le vicende legate all’attività mineraria ad imbastire un tessuto di racconto che dice di un mondo che ancora ci parla e alimenta l’immaginario collettivo».

«Al sito minerario di Ravi – Marchi abbiamo riallestito il nostro primo spettacolo sul mondo delle miniere. E’ la prima tappa di un lavoro che vogliamo lungo e articolato, che dal mondo delle miniere, dall’esperienza umana ad esso legata, trae humus e riferimenti di particolare forza, carichi di richiami ancestrali».

«L’attività mineraria quasi non esiste più, resta però il suo mistero che continua ad affascinare e sollecitare l’immaginario. Entrare tutta la vita nelle viscere della terra, luogo sottratto alla luce, carico di tenebre. La paura ancestrale si impossessa di noi. Sai che potresti non uscirne più. Come alla guerra, non sai se ritornerai».

«Una vita sospesa, magica, come se fosse un viaggio infero. Ma è un viaggio che ci riporta al presente. L’uomo in lotta tra le maglie del destino e della crudeltà dell’esistenza. Fatica e pericolo, in eccesso. Metalli preziosi dell’arte e della vita stessa».

«E’ l’eccesso il motivo per cui ha conquistato l’arte. E così siamo rimasti affascinati da questo mondo. La forza dal basso, quelle energie racchiuse nelle viscere della terra. Attrazione e repulsione. Atti, storia, documenti, materiali sull’ingiustizia che diventano esperienza di vita. E’ un’insubordinazione all’ordine stabilito».

«I luoghi di miniera e gli stessi minatori hanno un’alterazione che ricorda il teatro. Ma non intendiamo portare il mondo delle miniere in teatro ma, al contrario, il teatro entra in miniera, emblema e metafora universali. Non troverete descrizioni ma comunicheremo quello che questo mondo ci ha trasmesso. Non di morte o museificazione spiccia. Ci avviciniamo a questi materiali che ci dicono di un mondo ancora vivo e ci parlano di storie che restano esemplari verso la civiltà del lavoro».

Rivolta e Pìetas
memoria e corpo delle miniere
dal 02 all’08 settembre 2013 alle 21
miniera Ravi – Marchi, Gavorrano (GR)

Ideazione e regia Alfonso Santagata
con Rossana Gay, Johnny Lodi, Massimiliano Poli e con Franco Villareale, Mauro Vilonna, Marco Vinciarelli, Marco Signori, Alessia Signori, Consolata Paracchi, Azzurra Fabbrizzi, Piero Fabbrizzi, Filippo Alberti, Francesco Proietti, Cristina Presta, Giancarlo Viario, Carla Colavolpe, Paolo Bianchi, Lorenzo Cantini, Beatrice Biagi, Silvio Malossi, Michela Marini, Alessia Valeri, Eleonora Burgassi musiche dal vivo After Lies luci e suono Francesco Margarolo e Irene Innocenti
Collaborazione organizzativa Rita Campinoti e Monica Gemignani
Organizzazione Franco Coda

Info e prenotazioni 347.0840413

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