Teleriscaldamento, Rifondazione: Paese senza acqua calda perché la società non ha pagato l’Enel

SANTA FIORA – Niente Teleriscaldamento a Santa Fiora, servizio sospeso per alcuni giorni «perché la soscietà di gestione non ha pagato la bolletta all’Enel». Il fatto, come racconta Srgio Bovicelli di Rifondazione comunista, è avvenuto a inizio luglio. «Per alcuni giorni, alla fine dello scorso mese di luglio, il servizio pubblico di Teleriscaldamento a Santa Fiora, non ha funzionato e quindi una consistente parte degli utenti allacciati, compresa la Casa di riposo del capoluogo, è rimasta senza acqua calda sanitaria. Abbiamo pensato a un guasto tecnico come causa del disservizio, infatti, dopo circa tre giorni la cosa, si è risolta. Soltanto dopo abbiamo saputo che in realtà il mancato funzionamento delle pompe di una sottostazione di erogazione, era dovuto al fatto che la Società di gestione Amiata Energia non aveva pagato la “bolletta dell’Enel” e, quest’ultima, come fa in caso di morosità per tutti gli utenti, aveva abbassato la potenza al minimo, non consentendo il funzionamento degli impianti».

«Questo episodio è sintomatico di una gestione del servizio di teleriscaldamento approssimativa e ormai giunta a un punto assai pericoloso. Rifondazione ormai da alcuni anni segnala e denuncia pubblicamente come i conti di quella Società, da sempre, siano in forte e costante disavanzo; il bilancio chiuso allo scorso mese di giugno, è in linea con quelli precedenti, ovvero tra i 400 e 700 mila euro di passivo, uniti a un debito consolidato che oscilla intorno ai 20 milioni di euro. Questo peraltro ha spinto, con decisione unilaterale, Amiata Energia Spa, partecipata dal Comune per il 20%, a inviare una lettera, che nei prossimi giorni arriverà a tutti gli utenti, che la stessa ha “iniziato la procedura di revisione delle tariffe”».

Nella lettera, affermano da Rifondazione, si avvisano i clienti della possibilità di disdire il contratto disdetta che dovrà arrivare «entro il ferragosto (ovvero tra una settimana). Chiediamo al Comune che intervenga non come socio di minoranza di Amiata Energia, ma come soggetto pubblico “concedente” di un servizio, che la Società “concessionaria” deve svolgere nell’interesse della collettività, un servizio che dovrebbe avere costi per gli utenti ragionevoli e in linea con le promesse fatte dagli amministratori comunali nel corso degli anni. Forse è arrivato il momento di “mettere in piazza” i conti e i problemi di questo servizio. Noi di Rifondazione, così come tutti i cittadini lo chiediamo da troppo tempo».

 

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