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Lavoro e sfruttamento, Rifondazione Comunista chiede: «A Follonica quale situazione?»

FOLLONICA – E’ il dramma che si ripete, accentuato dalla crisi, ormai da decine di anni: il lavoro non c’è e quando c’è spesso è “in nero”. In Italia, sono circa 4 milioni i lavoratori occupati irregolarmente, di cui il 15% al centro e, con buona percentuale in Toscana. Oltre al minore guadagno il lavoratore è esposto allo sfruttamento lavorativo per l’elevato numero di ore, senza contare le drammatiche conseguenze a cui vanno incontro molti, in termini di sicurezza, che si traducono poi in numerosi casi di morti bianche registrate su tutto il territorio nazionale. Anche in Toscana si registrano casi di lavoratori impiegati senza contratto adeguato e senza diritti in aziende e/o in attività commerciali, lo hanno denunciato ripetutamente sindacati ed autorità competenti e risultano effettivamente aperte indagini in tale senso in diverse province.

«La flessibilità, è ormai assodato, non crea posti di lavoro, piuttosto porta alla perdita dei diritti e, di conseguenza, aumentano i disagi e la precarietà nei lavoratori – scrivono dal Partito della Rifondazione Comunista -. Proprio per questi motivi non eravamo d’accordo per la flessibilità del lavoro e, a maggior ragione, siamo assolutamente contrari all’aumento della stessa. Il Decreto Legge 78/2010 dava la possibilità anche ai Comuni di partecipare all’attività di accertamento di evasione dei tributi erariali, riconoscendo loro una quota di competenza su quanto accertato da Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza ed INPS. Il presidente della Corte dei Conti, L. Giampaolino, sottolineava come i Comuni non si impegnino abbastanza nella lotta all’evasione, nonostante sia a loro destinato il 50% degli eventuali introiti».

«Ci domandiamo – scrivono dal PRC di Follonica -, quale sia la situazione a Follonica e se, soprattutto nel periodo estivo, lavoratori, forse anche minori, vengano impiegati in attività legate alla stagione turistica con contratti probabilmente inadeguati e costretti spesso ad operare per 10-12 ore consecutive di lavoro, a fronte di poche ore registrate sulla busta paga e se le case vengano affittate dai proprietari, tutte regolarmente».

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