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Concordia, Schettino: non fu un inchino ma un passaggio. Prossima udienza a settembre

GROSSETO – Anche le immagini riprese dalle telecamere della nave e che riprendono le immagini precedenti e successive all’impatto entreranno a far parte delle prove come richiesto dalla Procura. Le immagini sono sotto sequestro dal 2012. Il tribunale ha invece rinviato la decisione la decisione sulla richiesta di nuove perizie a bordo della nave Concordia avanzate dalla difesa di Schettino e dalle parti civili. I giudici vogliono sentire dai tecnici se è il caso di effettuare subito le nuove indagini, oppure è possibile aspettare che la nave sia raddrizzata, cosa prevista per la fine dell’estate. I periti, infatti, dovranno stabilire se vi sono le condizioni per operare nello scafo semisommerso oppure se bisognerà aspettare che venga raddrizzato. Secondo il legale di Schettino, Domenico Pepe, il raddrizzamento della nave con relativa torsione «potrebbe portare a non risalire più a certi mancati funzionamenti» secondo l’avvocato infatti è importante stabilire cosa sia accaduto dopo l’impatto visto che «dopo l’urto non ci sono state vittime, le vittime sono venute a ore dall’urto. Bisogna stabilire il funzionamento delle porte stagne, se le pompe hanno funzionato, come anche i generatori di emergenza che consentivano agli ascensori di muoversi».

L’altro avvocato del comandante, Francesco Pepe, rievoca: «Il comandante Schettino, la sera della tragedia del Giglio, si fidò dei suoi ufficiali, in più sulla nave il sistema Napa era fuori uso. Il punto di partenza è che il comandante Schettino fosse sulla plancia di comando ubriaco, in compagnia di una donna e poi ha abbandonato la nave a se stessa. Bene, noi vogliamo dimostrare che si tratta di fatti non veri. Schettino è quasi astemio, i test effettuati quella notte dimostrano che non aveva assunto ne’ alcol e ne’ droghe. Sul fatto della presenza della signora Cemortan sulla cabina di comando è bene sapere che c’erano diverse persone in plancia, cosa che avviene normalmente su queste navi».

«Il bridge team – racconta l’avvocato riferendosi agli altri ufficiali di plancia – doveva essere in grado di agire senza ordini particolari per gestire il passagio vicino al Giglio, perché di questo si parla. Nonostante questo, il comandante era in plancia e ha impartito ordini precisi al timoniere. Non è vero che Jacob Rusli Bin non capì le disposizioni. Le registrazioni dimostrano che egli ripetette le parole, poi, però fece altro. Perché? Schettino è colpevole di essersi fidato dei suoi collaboratori. Poi si dovrà verificare perché non ha funzionato il sistema Napa, che avrebbe dovuto descrivere alla plancia lo stato di ogni settore della nave. In assenza del rilevamento ogni ordine è stato dato in base alle notizie acquisite verbalmente». Il legale parla anche del comportamento dopo il naufragio. «La nave stava affondando e Schettino non è saltato sulla prima scialuppa che ha trovato. Ha scelto una incagliata – sottolinea Pepe – che ha liberato. Non è vero che è restato a terra. Ci sono le testimonianze che dimostrano come abbia tentato per ben due volte di risalire a bordo. Poi gli è stato ordinato di restare sullo scoglio. Il comandante non è fuggito ma ha collaborato con i soccorritori».

E in una pausa del processo anche Schettino afferma: «Non si è trattato di un inchino ma di un passaggio, qualcuno ebbe paura, forse per inesperienza. La manovra per correggere la rotta che ordinai correttamente, come risulta dalla perizia, non riuscì. Perciò sbattemmo contro gli scogli del Giglio. Se la manovra fosse stata eseguita in base alle mie indicazioni, avremmo evitato gli scogli. Il timoniere capì gli ordini, ma qualcun altro dei miei ufficiali in plancia, no».

Intanto il tribunale di Grosseto ha respinto la richiesta della parti civili di sequestro conservativo dei beni della Costa Crociere. Il collegio non ha ravvisato il pericolo “in mora” tenuto conto della consistenza patrimoniale della compagnia e del rifiuto da parte di alcune parti lese del ristoro dei danni. Il processo è stato rinviato al 23 settembre, questo il calendario delle udienze: 23, 24, 26 e 27 settembre; 7, 8, 28 e 29 ottobre; 11, 12, 18, 19, 25 e 26 novembre; 9, 10, 16 e 17 dicembre. Le cinque udienze di settembre saranno dedicate interamente all’escussione dei periti in merito alle nuove perizie richieste dalla difesa di Schettino.

 

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