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Ricorso a Gavorrano, Pd: Quello di Borghi «è un penoso tentativo di sovvertire il voto»

GAVORRANO – Il ricorso di Borghi contro la lista Iacomelli è un «tentativo di sovvertire la volontà popolare per il puro interesse di parte». Così lo definisce il Partito democratico di Gavorrano che, dopo aver letto l’atto depositato al Tar da Massimo Borghi e dai candidati della sua lista, parla di un «ricorso pretestuoso» che rappresenta un «cavilloso quanto penoso tentativo di sconvolgere un risultato netto che già è entrato nel generale apprezzamento della gente per la distensione che sta cercando di riportare».

Il Pd, una delle forze politiche che ha sposato il progetto del Centrosinistra Unito e la candidatura, risultata poi vincente, di Elisabetta Iacomelli, non usa mezzi termini. Con «quel ricorso, più che una ricerca del rispetto delle regole» dicono i dirigenti democratici, si agisce, in riferimento alla lista Borghi, per acquisire «quelle poltrone, tanto sospirate, che non gli hanno conferito i cittadini e delle quali, evidentemente, non riescono a fare a meno».

«Ci viene spontanea – dicono ancora i “piddini” –, senza entrare nel merito del ricorso, una domanda: perchè il ricorso è stato limitato alla sola nostra lista quando è risaputo che ha anche la lista presentata da Muriel Berretti ha le stesse caratteristiche? Continuiamo a chiederci dove sia finito l’alto senso di giustizia e legalità tanto sbandierato dalla lista di Borghi». Un riferimento che il Pd fa in considerazione del fatto che, come messo in evidenza anche sulla stampa nelle scorse settimane, anche la lista del centrodestra sarebbe stata autenticata da un consigliere provinciale e quindi si troverebbe nella stessa medesima situazione di quella del Centrosinistra Unito.

«La legge – aggiungono dal Pd, è una nostra convinta riflessione, deve valere per tutti senza eccezioni». Quelle stesse eccezioni, osservano i democratici – «che appaiono più che altro funzionali al progetto che Borghi aveva in animo e che è stato stroncato da un chiaro pronunciamento popolare» e cioè quello di vincere le elezioni.

«Forse a Gavorrano – concludono dal Pd – più che esistere una “Gavorrano Bene Comune”, siamo davanti a una “Gavorrano Bene Personale”. Speriamo che nel proseguo di legislatura i consiglieri di minoranza almeno inizino a fare il proprio dovere istituzionale e siedano sui propri banchi per svolgere il ruolo che i cittadini gli hanno conferito, ovvero l’opposizione».

Commenti

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  1. Scritto da Eva Maria

    SBAGLIANDO SI IMPARA,QUESTA VOLTA BORGHI STATO PERFETTO