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Prime notifiche per il ricorso: si chiede l’annullamento della lista Iacomelli e la vittoria di Borghi

di Daniele Reali

GAVORRANO – Il ricorso è arrivato. Nella giornata di ieri le prime notifiche ai consiglieri comunali di Gavorrano che, insieme agli altri candidati della lista del “Centrosinistra Unito”, in queste ore stanno ricevendo l’atto depositato al Tribunale amministrativo della Toscana il 21 giugno scorso. Come anticipato già qualche giorno fa, il ricorso presentato al Tar da Massimo Borghi e dai candidati della lista “Gavorano Bene Comune” chiama in causa oltre al comune di Gavorrano anche il comune di Massa Marittima dove ha sede la sottocommissione elettorale e la prefettura di Grosseto.

Nel ricorso si chiede che il giudice «annulli l’ammissione della lista “Centrosinistra per Gavorrano – Elisabetta Iacomelli sindaco”» e quindi «proclami eletto alla carica di sindaco Massimo Borghi e alla carica di consiglieri i sette candidati più votati della lista numero 1 (la lista Borghi, Gavorrano Bene Comune, ndr), nonché la candidata sindaco della lista numero 2 (Centrodestra per Muriel Berretti, ndr) e i due candidati più votati della stessa lista». In altre parole viene chiesto al Tar di escludere la lista Iacomelli e di considerare valida la consultazione elettorale per le altre due liste con la vittoria della lista Borghi, che diventerebbe maggioranza, e l’ingresso dei rappresentanti del centrodestra in consiglio comunale come opposizione.

L’atto è stato presentato secondo le disposizione contenute nell’articolo 130 del codice del processo amministrativo partendo del presupposto che l’assessore Cinzia Tacconi che ha autenticato le firme della lista Iacomelli, poi risultata vincitrice, «non ne aveva il potere» – si legge nel ricorso – rendendo così «l’ammissione della lista illegittima» come anche la proclamazione degli eletti.

Nel ricorso viene spiegato come, partendo dall’articolo 14 delle legge numero 53 del 1990 che disciplina le “istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”, e tenendo presenti le istruzioni dettate dal Ministero dell’Interno per le elezioni del maggio scorso, della sentenza del Consiglio di Stato (n. 1889) del marzo del 2012 oltre alla sentenza più recente del Consiglio di Stato, quella del 8 maggio 2013 (n. 2501) «debbano ritenersi inefficaci le autenticazioni effettuate dalla signora Cinzia Tacconi, assessore presso la provincia di Grosseto, con riferimento alle firme dei presentatori di cui alla liste n.3 “Centrosinistra unito per Gavorrano” nonché con riferimento all’autentica delle firme dei candidati».

Da questo presupposto poi il «risultato elettorale» dovrebbe essere modificato e Massimo Borghi eletto sindaco.

Una decisione che il Tribunale amministrativo della Toscana prenderà nell’udienza che è stata fissata il prossimo 26 settembre quando a Firenze i giudici del Tar decideranno se accogliere o meno il ricorso e correggere il risultato elettorale di Gavorrano.

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