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Riforma delle province incostituzionale. Marras: «Consulta ha reso giustizia a noi»

GROSSETO – È tra i primi ad intervenire e non poteva essere altrimenti. Leonardo Marras, presidente della provincia di Grosseto, commento l’esito della sentenza della Corte Costituzionale che di fatto ha bocciato la riforma sul riordino delle province italiane voluta dal governo Monti.

«La Corte costituzionale ha reso giustizia a noi “giuristi di strada” che nei mesi andavamo dicendo cose diverse dai dotti pareri espressi dai professori che sono stati al governo del Paese: e cioè che non si possono sciogliere le Province per decreto, ma occorre un percorso di revisione costituzionale». Così a caldo il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, appena saputo della sentenza della Corte costituzionale.

«Purtroppo – aggiunge Marras – in questi ultimi due anni tanti danni sono stati fatti alle Province, e soprattutto si è impedito a chi ha amministrato di poter svolgere con efficacia il proprio ruolo rispetto alla domanda che veniva da cittadini e imprese.

Mi auguro – conclude Marras – che questa sentenza sia l’occasione per riaprire una discussione seria sulla necessaria riforma istituzionale di cui l’Italia ha senza dubbio bisogno».

Commenti

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  1. Scritto da Max Travison

    Non bisognava avere studiato alla Bocconi per sapere che la cosiddetta riforma era sbagliata nelle forme e nei contenuti. Tra l’altro la ” riforma ” avrebbe prodotto danni e costi assolutamente ingiustificabili dovendo riorganizzare o licenziare il personale in esubero ( di fatto al posto di Provincia si metteva il cartellino ” Regione “) nonchè cambiare tutte le carte geografiche e tutti gli indirizzi di cittadini e aziende. Tragicamente la mancata applicazione del principio di decentramento amministrativo costituzionalmente corretto, o meglio l’applicazione distorta e abusata dello stesso allo scopo di piazzare amici e parenti ha determinato ha determinato il disastro annunciato del superdebito sovrano. Per questo motivo urge una riforma Costituzionale per un ritorno all’origine, tipo Servizio Sanitario Nazionale gestito centralmente, tipo l’abolizione delle Regioni come enti inutili ma utilissimi come poltronificio, riforma del fisco introducento un tetto massimo che lo Stato e enti annessi non possono superare ( 15% del reddito individuale e aziendale) detraibilità totale delle spese ricalcolo delle fasce Irpef, abbattimento dell’IVA al 10%, abbattimento delle accise e delel addizionali, no all’IMU in qualsivoglia forma (è una tassa assolutamente illegittima e incostituzionale) altrimenti continuiamo a fare gli interessi delel finanziarie e delel banche a spese dei cittadini e delle imprese! Le riforme annunciate sono solo pagliativi dannosi e inutili ……. e di economia ne capiscano molto di più le massaie rurali dei dottoroni!!!