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Fondi europei: a Grosseto “folla” per conoscere le novità. Simoncini: «Regione farà la sua parte» foto

di Daniele Reali

GROSSETO – In uno degli incontri più affollati degli ultimi mesi, a Grosseto sono state illustrate le prime novità sulla nuova programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2014 – 2020.

«Opportunità importanti per il territorio» ha messo in evidenza il presidente Leonardo Marras in apertura dei lavori del seminario dal titolo “Le nuove politiche di coesione”, che andrà avanti per tutta la giornata.

L’impasse a livello europeo sta creando dei «ritardi» rispetto alla programmazione per i prossimi anni e l’assessore regionale al lavoro e alla formazione Gianfranco Simoncini (nella foto), presente all’incontro, ha espresso preoccupazione proprio per questa situazione.

«Soltanto una settimana fa il governo si è attivato per trovare un accordo sul budget da destinare all’Italia – ha detto Simoncini – e per questo rischiamo un ritardo di dieci mesi se non viene data un’accelerazione». Il rischio concreto è che si arrivi a novembre senza la certezza delle risorse e senza la possibilità quindi di programmare i vari interventi. «La regione sta facendo la sua parte – ha aggiunto Simoncini – e sta lavorando proprio per accelerare le operazioni e garantire con il residuo della vecchia programmazione l’attivazione dei bandi per le imprese soprattutto a sostengo del lavoro».

Come detto anche dal presidente Marras c’è bisogno di pensare a «come si governa la nuova programmazione e questo lo si può fare iniziando a ragionare come Maremma Toscana e non sotto altre declinazioni territoriali».

Gli strumenti europei, pur rimanendo invariati, saranno assegnati con criteri diversi non strettamente legati a settori specifici a parte quelli per l’agricoltura. «Per il centro nord, territorio in cui è inserita anche la Toscana, – ha specificato Simoncini – i fondi a disposizione dovrebbero rimanere invariati: per questo macro area si pensa a 2,1 miliardi di euro più i fondi per l’agricoltura». Cifre importanti che però debbono essere intercettate dai soggetti che operano sul territorio e l’incontro di Grosseto serve proprio ad aprire una prima discussione su come muoversi in questo nuovo contesto e farlo come territorio.

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