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Attività commerciali e strutture sociali: la pubblicazione del comune che parla della città

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GROSSETO – Presentata nella sala del Consiglio comunale la terza pubblicazione a cura del Settore comunale della “Gestione del Territorio” che si concentra, questa volta, sul tema delle strutture commerciali e sociali a Grosseto. Il testo segue infatti la prima pubblicazione, interessata al ruolo determinante svolto dall’Ente Maremma e i suoi poderi dopo la II guerra mondiale, mentre la seconda ha riguardato l’occasione di sviluppo che, soprattutto nella zona di Alberese, ha rappresentato l’azione dell’Opera Nazionale Combattenti. In tutti questi casi gli autori, Marco De Bianchi, Direttore del settore Urbanistica, e Luca Seravalle, Istruttore diirettivo dello Sportello Unico per l’Edilizia, hanno analizzato un aspetto importante della crescita urbanistica e sociale cittadina attraverso una meticolosa ricerca di archivio

Il Sindaco Bonifazi ha voluto sottolineare nel suo intervento la concorrenza tra le normative nazionali, tese a liberalizzare la realizzazione dei centri commerciali, e le più stringenti normative regionali che, negli ultimi anni, hanno regolato con più attenzione il fenomeno, ricordando “ (…) come nel Piano Strutturale del 2006 erano previste ben 170mila mq di attività commerciali che il Regolamento urbanistico ha invece dimezzato grazie anche all’evoluzione normativa” e aggiungendo “come la ricerca di De Bianchi e Seravalle vada proprio ad evidenziare un fenomeno interessante di “non luoghi” che diventano, con gli ultimi sviluppi, dei luoghi più aperti e interattivi ma anche che resta comunque necessaria la valorizzazione delle cosiddette realtà di “vicinato” e lo sviluppo che, anche come Comune, stiamo favorendo dei “centri commerciali naturali”.

Il libro, dopo un utile e tradizionale inquadramento storico urbanistico e anche attraverso le parole del Direttore Marco De Bianchi, ricorda come: “sin dalla fine degli anni ’70 fino alla metà degli anni ’90, Grosseto sia stata in grado di regolare in maniera ordinata attraverso i Ppa (Porgrammi pluriennali attuativi) la realizzazione di strutture commerciali”. Un punto sul quale ha insistito molto il dirigente che ha poi sottolineato il susseguirsi “ (…) delle normative che hanno cominciato ad affrontare il fenomeno dei centri commerciali prima favorendone la crescita per poi riappropriarsi di una forma di controllo nelle più recenti leggi regionali”. L’autore ha anche sottolineato l’impegno per la realizzazione di questo libro senza utilizzare risorse economiche dell’Ente.

Luca Seravalle, l’altro autore della ricerca, ha invece voluto concentrarsi sul concetto di “non luogo” evidenziando, dopo l’illustrazione del percorso storico della realizzazione delle diverse tipologie di centro commerciale sul nostro territorio, come: “ (…) si sia arrivati oggi ad un modello di ispirazione francese, con una serie di attività complementari organizzate in “galleria commerciale” intorno a un ipermercato. Il tutto – ha proseguito – servito da ampi parcheggi a misura di automobilista. Grandi strutture che si inseriscono nel concetto di “non luogo” anche se qualche forma di socializzazione sembra interessare i giovani negli ultimi anni, specificamente nella più recente tipologia di strutture che sono caratterizzate dalla presenza di ampi spazi, ristorazione, wi fi e altro ancora e che tendono a trasformare un “non luogo” in un “luogo” fruibile anche senza comprare”.

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