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Lotta al femminicidio. A Grosseto l’incontro con la senatrice Valeria Fedeli

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GROSSETO –  «Il femminicidio è l’ultima tappa di una violenza agghiacciante sulle donne, in un mondo che vuole credere ad una parità raggiunta ma che e’ ancora fortemente segnato da una visione sessista e machista» così il consigliere regionale Lucia Matergi che così anticipa l’iniziativa di domani (venerdì 28 giugno) a cui prenderà parte la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, impegnata in Parlamento su questo che rappresenta prima di tutto «un problema culturale, per cui maschilismo, omofobia, violenza omicida sono fenomeni paralleli che impongono un cambio globale di mentalità: sono convinta che la politica deve assumersi questo compito e le donne in politica possono affrontarlo, forti di un proprio linguaggio e di un approccio serio e consapevole a questo problema».

In Consiglio Regionale, le donne del Pd sono impegnate intanto in un progetto per creare una rete di servizi per prevenzione e sostegno alle donne a partire dal potenziamento dei centri antiviolenza che operano in tutta la Regione. «A Grosseto ad esempio – prosegue Matergi -, il lavoro svolto dal centro antiviolenza gestito dall’associazione Olympia de Gouges svolge un ottimo e insostituibile lavoro, da potenziare e sostenere».

«Alla luce della preoccupante ascesa di atti di violenza contro le donne – precisa Matergi -, sono convinta che sia necessario un intervento di prevenzione sistematica e di rafforzamento delle azioni di contrasto alla violenza di genere, oltre a garantire a tutte le donne una serie di diritti fondamentali: anche per questo mi sono attivata con una mozione che verra’ a breve discussa dal Consiglio Regionale Toscano, incentrata sull’applicazione della legge 194, messa a rischio dal numero impressionante dei professionisti obiettori di coscienza, che rappresentano a oggi circa il 70% del totale. Una situazione che rischia di mettere in discussione il diritto delle donne ad avvalersi di una legge che dalla sua promulgazione nel 1978 ha fatto diminuire i numeri delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza, grazie all’informazione e all’avvio alla contraccezione, due cardini del suo articolato. Anche questo fa parte dell’impegno contro la violenza sulle donne».

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