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Rom a Follonica. In 150 al consiglio comunale, la Baldi: «Abbiamo fallito come comunità» foto

di Daniele Reali

FOLLONICA – Più di 150 persone hanno partecipato al consiglio comunale aperto sul “caso Rom” di Follonica. Una delle sedute più partecipate degli ultimi anni che ha visto più di venti interventi tra consiglieri comunali e cittadini.

Tra questi anche i rappresentanti del “gruppo Onda”, nato su Facebook per contrastare la decisione del comune di realizzare  un’area attrezzata per le due famiglie rom presenti in città ormai da tempo nella zona della Mezzaluna.

«Non siamo razzisti e siamo contenti se i bambini delle due famiglie frequentano la scuola» hanno detto i rappresentanti del “gruppo Onda”, che più volte hanno ribadito la loro «indignazione» nei confronti delle difficili condizioni di vita di queste persone e del progetto di integrazione messo in campo dal comune.

Per i cittadini che hanno aderito al gruppo insomma la soluzione dell’area roulotte non risolverebbe i problemi e non garantirebbe la città su eventuali “nuovi arrivi” a Follonica. «Noi non vogliamo parlare di razzismo, ma di proposte concrete» hanno aggiunto, denunciando anche il rischio che si verifichino episodi di prostituzione, di sfruttamento delle donne e di accattonaggio.

Non sono mancati momenti di tensione con il presidente del consiglio Lanfranco Stefanelli che più volte ha richiamato all’ordine minacciando anche l’intervento delle forze dell’ordine presenti in aula con due vigili urbani e fuori dal palazzo comunale con tre agenti della questura di Grosseto. Una seduta fiume, iniziata questo pomeriggio, e dopo più di cinque ore, ancora in corso.

«Abbiamo fallito come comunità» se questi sono i risultati ha detto Eleonora Baldi (nella foto) dopo aver ascoltato alcuni interventi. «Come comune affrontiamo questa situazione con armi spuntate, ma il percorso che abbiamo attivato prevede la concessione di diritti e il rispetto di doveri, e questo per noi significa integrazione».

Un intervento quello del sindaco nel quale sono state lette anche alcune frasi apparse su Facebook, frasi discriminatorie secondo il sindaco che debbono essere condannate. Durante il consiglio poi Maurizio Buzzani, del Forum Cittadini del Mondo, ha annunciato di aver presentato un esposto all’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) sulla base proprio di quelle frasi.

Il caso Rom rimane comunque aperto. Dal gruppo Onda, nelle scorse settimane, sono state raccolte quasi 8 mila firme, a significare come il tema sia particolarmente sentito in città e capace di influenzare anche le prossime elezioni cittadine del 2014. Argomento che non spaventa affatto il sindaco Baldi che proprio nel suo intervento ha ribadito come l’amministrazione abbia fatto delle scelte e come queste stesse scelte possano essere giudicate, in democrazia, proprio il voto.

(per ingrandire cliccare sulle foto)

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