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Conto alla rovescia per il Magma, il nuovo museo di Follonica si apre alla città foto

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FOLLONICA – È il futuro con un occhio al passato, è la tecnologia che abbraccia la storia. È Magma il museo che, come un’araba fenice, nasce dalle ceneri delle fonderie Ilva. Il Magma, il museo follonichese che sarà presentato venerdi prossimo, il giorno precedente all’inaugurazione, alla Regione toscana. L’antico forno fusorio delle fonderie Ilva era stato costruito nell’800 ed era rimasto in funzione sino agli anni ’60. Da quello che, negli anni era rimasto poco più di un rudere, è nato un moderno museo interattivo. Il Museo delle Arti in Ghisa nella Maremma afferma il sindaco Eleonora Baldi, è «la prima opera compiuta del Piuss. Il Magma è una scatola magica, dove muri secolari convivono con le ultime tecnologie multimediali; un viaggio virtuale nel tempo e nello spazio alla scoperta della culla della siderurgia italiana, in uno straordinario monumento di archeologia industriale. E’ un Museo di livello europeo, che può essere una grande occasione economica e turistica oltre che culturale».

Realizzato con fondi europei, grazie a un Piano di sviluppo urbano sostenibile (Piuss) della Regione Toscana, il Magma rappresenta il primo tassello del recupero del comprensorio Ilva, promosso dalla Città di Follonica. Il progetto parte nel 2007 con un concorso di idee vinto dagli architetti Barbara Catalani, Marco Del Francia e Fabio Ristori. L’allestimento viene quindi curato con la consulenza scientifica di Tiziano Arrigoni, Claudio Casini e Marica Pizzetti. La realizzazione comincia nel 2011 ad opera di Asteria Multimedia di Trento, insieme ad Arazzi di Grosseto e IMEL di Follonica.

«Il nuovo Magma – sottolinea ancora il sindaco – riassume in sé tutta la storia di Follonica, la città fabbrica: da fonderia in mezzo alle paludi maremmane a polo culturale di una comunità cresciuta intorno al suo glorioso stabilimento Ilva. Il Forno San Ferdinando, l’edificio più antico della città, porta in dote la sua storia, le tante storie di uomini che in esso hanno lavorato e i suoi reperti artistici unici, che nell’800 resero celebre la produzione in ghisa follonichese».

L’innovativo allestimento si snoda sui 3 piani del Forno: un racconto multimediale con proiezioni e suoni che danno vita a sculture, diorami, scenografie, videointerviste, multimedia e giochi interattivi, per conoscere e divertirsi a ogni età. Il museo è completato da un centro di documentazione, nonché da moderni laboratori didattici.

 

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