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Operaie-pasticcere: le ragazze della Mabro non si arrendono. Al via il corso della Cna foto

di Barbara Farnetani

GROSSETO – «Mi piacerebbe tornare alla Mabro, e ci batteremo sino alla fine perché questo avvenga, però siamo realiste,m non è detto che quello sia il nostro futuro, magari, il nostro futuro sarà la pasticceria». Così Manola Mengozzi, combattiva operaia Mabro, parla delle porte che potrebbe aprire il corso per pasticcere che proprio oggi vedeva il suo avvio nella sede della Cna di Grosseto. Le 15 operaie in cassa integrazione hanno deciso di mettersi nuovamente in gioco, senza sprecare il molto tempo libero che si ritrovano ad avere dopo 30 anni di turni.

«Voi non vi rendete conto quanto sia importante un’opportunità come questa a livello psicologico: dopo 20-30 anni di lavoro, sentirsi dire “non ci servite più, state a casa”. Ti senti uno schifo. Hai voglia di ripartire. Mi piacerebbe tornare a lavorare alla Mabro, però sappiamo che forse, davanti quella macchina da cucire, non ci torneremo più. Non vogliamo sentirci ai limiti della società, e la pasticceria può essere una soluzione, ma va bene pure guidare il pullman, qualunque cosa che ci dia la possibilità di sognare un futuro diverso».

«In un periodo come questo – afferma Renzo Alessandri direttore Cna – chi decide di fare impresa merita un encomio, per questo noi faremo il possibile perché questo progetto si realizzi, mettendovi a disposizione il nostro ufficio credito e incentivazione, ma soprattutto, il 2 di luglio, quando saranno a Grosseto gli assessori regionali Simoncini e Salvadori, chiederemo se è possibile individuare una forma di sostegno ulteriore oltre ai vaucher formativi. Spero che togliate presto la vestaglia azzurra e indossiate il camice bianco da pasticcere». «Una volta entrare in mabro era come entrare nello stato – prosegue l’assessore provinciale Gianfranco Chelini – era un lavoro a vita. Oggi è molto più difficile avere un lavoro a tempo indeterminato, anche in un settore come questo, dove la vostra maestria fa la differenza. In casi come questo il fondo sociale può servire proprio per garantire un riposizionamento nel mondo del lavoro». «Non siete l’unica azienda in crisi – ha affermato l’assessore comunale Emanuel Cerciello rivolto alle 15 operaie Mabro – ma se voi avete scelto di frequentare questo corso significa che non avete più fiducia nella vostra azienda e questo vi da la spinta a guardarvi intorno, a questo corso che vi formerà e che vi permetterà, un domani, di avere tra le mani un altro mestiere».

Il corso per pasticceria classica di base avrà la durata di 140 ore, la maggior parte delle quali di laboratorio con un pasticcere specializzato, mentre una parte riguarderanno igiene e sicurezza, orientamento nel mondo del lavoro e la nascita di una impresa. Il corso, partito oggi, terminerà a novembre con una piccola pausa estiva. E c’è già una buona notizia per le operaie pasticcere: un’azienda aderente alla Cna si è offerta, in caso che le ragazze Mabro decidessero di aprire un laboratorio, di fornire consulenza e assistenza gratuita.

Commenti

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  1. Scritto da Luca robibaro

    Trovo molto interessante questa iniziativa immagginate io sono un pasticcere da sempre lasciai per andare in fabbrica farmaceutica ora sono in mobilita’ e mi augoro di trovare un lavoro da pasticcere che la mia passione mi piacerebbe essere con loro magari mi assumeranno cosi mi dicono i miei figli distinti saluti