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Aree Peep, la replica dell’Amministrazione: «Criteri di calcolo come da richiesta del difensore civico»

GROSSETO – Botta e risposta sul caso delle aree Peep. Non tarda ad arrivare la replica del sindaco Emilio Bonifazi, del vicesindaco Paolo Borghi e dell’assessore Luca Ceccarelli, in merito alla questione delle aree Peep e al parere del difensore civico: «Si confermano innanzitutto la correttezza e la legittimità della decisione comunale di rivalutare i corrispettivi in base a quanto indicato dalle norme di legge – scrivono i tre in una nota congiunta -. Il Comune non aveva dunque scelta e le lunghe polemiche sulla cattiveria e l’egoismo dell’Amministrazione si rivelano quindi infondate. Per quanto riguarda invece la questione sollevata rispetto ai criteri di calcolo sembra sia sfuggito il fatto che l’Amministrazione abbia operato proprio facendo riferimento al valore di esproprio indicato dal difensore civico».

«L’unità di progetto del Comune messa in piedi per fissare i parametri ha sempre ritenuto idoneo parametrarsi al valore originario di esproprio e così è stato fatto – proseguono -. Se fossero infatti stati applicati i criteri indicati, ad esempio dalla Corte dei Conti della Lombardia, l’esborso per i cittadini sarebbe stato molto più alto. Da sottolineare anche che è sufficiente confrontarsi proprio con le altre realtà italiane tanto decantate dai detrattori della Giunta, a partire da quel comune di Reggio Emilia dove, effettivamente, e’ stata abbassata la quota del 70% ma partendo da un livello particolarmente alto. Quel Comune si era adeguato alla Legge già nel 2008 continuando poi ad aggiornarsi annualmente in base alle quotazioni immobiliari di mercato, mentre Grosseto si è aggiornato dopo 7 anni. A tutt’oggi i corrispettivi di trasformazione sono più bassi a Grosseto che a Reggio Emilia. Stessa cosa per Pisa dove anche si aggiornano ai prezzi di mercato ogni anno e il corrispettivo è decisamente superiore a quello della nostra città. L’Amministrazione ha contenuto gli adeguamenti tra i circa 50 e i 70 euro al metro cubo ma avrebbero potuto raggiungere i circa 200 euro qualora fossero stati applicati tout court i criteri venali di mercato».

«Infine la questione sulla decorrenza dell’applicazione delle nuove disposizioni di calcolo, che la delibera del 2012 ha fatto partire dal 12 luglio 2011, data di entrata in vigore del Decreto Sviluppo Berlusconi – concludono -. Va precisato da subito che a tutti i cittadini le cui domande sono pervenute dopo il 13 luglio 2011, sino alla deliberazione dei nuovi corrispettivi, è stata regolarmente e sistematicamente inviata una comunicazione da parte dell’Amministrazione comunale informando che sarebbe stato sospeso il procedimento proprio perché sarebbero stati rivalutati i corrispettivi, come poi è stato fatto, consentendo al cittadino di rinunciare alla trasformazione, che non è obbligatoria. Detto questo stiamo comunque già valutando, con i nostri legali e i nostri tecnici, se ci siano margini per poter rivedere la data di decorrenza, come già richiesto da una mozione della maggioranza. Questo per rispetto al Consiglio comunale, al difensore civico e ai cittadini, ai quali vogliamo garantire la massima trasparenza».

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