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Cisl e Uil su unità sindacale: «Solo alla Mabro c’è divisione, la Cgil si chieda perché»

GROSSETO – «Leggiamo con  grande piacere la richiesta, formulata dalla Cgil, riguardo all’ unità sindacale da realizzarsi alla ex Mabro e apprezziamo il fatto che finalmente si siano accorti che in quell’azienda dovrebbe esistere una Rsu e non una “Rsu Cgil”, prevista da nessuna parte». Con queste parole la Femca/Cisl e la Uilta/Uil, intervengono sulla proposta di unità sindacale all’interno dell’azienda Mabro, come auspicato dal segretario provinciale della Cgil Claudio Renzetti. «In primo luogo l’unità si fa tra le persone e non sulla carta, non siamo stati noi a ignorare  il volere dell’ assemblea – spiegano Cisl e Uil -. Inoltre ricordiamo che in Provincia fu raggiunto un accordo tra Cgil, Cisl, Uil e l’ex amministratore unico Andrea Barontini, coadiuvato dallo studio Franchi, alla presenza degli assessori Cerciello e Chelini: Quell’accordo fu respinto dalla maggioranza delle maestranze e coerentemente Cisl e Uil non lo hanno firmato, quindi non c’è stata la violazione di alcun accordo unitario».

«Se poi la maggioranza decide lo sciopero ad oltranza, che porta alla chiusura della fabbrica, chi la vuole tenere aperta, ha tutto il diritto di non aderire a quello sciopero e non viola alcun accordo – proseguono dai due sindacati -. Più di una volta Cisl e uil avevano proposto l’elezione di una nuova Rsu, proponendo alla Cgil un codice deontologico di comportamento viste le tensioni all’interno, ma tutto è caduto nel nulla. Anzi è stato prontamente tesserato dalla Cgil un componente Rsu eletto nelle liste della Cisl. Venerdì il governatore Rossi ci ha anche informato che le rappresentanti Cgil, senza avvertire nessuno, erano andate ad incontrare le massime istituzioni senza neppure degnarci di una parola, è questa l’unità?»

«Riguardo alla Prodi bis, siamo tutti d’accordo che è indispensabile, forse alla Cgil sfugge che avevamo l’accordo in mano, poi qualcuno decise di invadere la sala del consiglio provinciale, far saltare l’accordo e sconfessare ancora una volta un segretario Cgil come è avvenuto quasi sempre negli ultimi anni – dicono ancora da Femca e Uilta -. Poniamo una riflessione e alcune domande ai cittadini di Grosseto: perché solo alla ex Mabro c’è rottura sindacale mentre in tante altre aziende stiamo gestendo uniti  vertenze drammatiche come questa? Perché  da tutte le parti andiamo d’accordo senza rotture  da parte dei lavoratori? Perché solo qui ci sono problemi?». Interrogativi a cui Cisl e Uil danno una personale risposta: «Forse il problema lo crea un soggetto che mosso da profonda acredine nei confronti della Cgil, cerca ogni volta di far saltare gli accordi. Non ne abbiamo le prove, quindi ci resta il dubbio, certo è che se così fosse sarebbe proprio triste».

«Noi siamo dalla parte delle donne della Mabro, come sempre, auspichiamo l’unità sindacale, sappiamo che spaccati è tutto più difficile, però non serve un accordo firmato a Roma, serve affidabilità coerenza e tenere ben salda la barra del timone – concludono Cisl e Uil -. E’ difficile trovare l’unità con chi ogni volta che parliamo aggredisce, come e avvenuto in Municipio venerdì scorso».

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