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Confindustria: Rossi non può accusare gli industriali della vicenda Mabro

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GROSSETO – «Avremmo preferito non commentare le affermazioni del governatore Enrico Rossi di ieri emerse in un contesto teso, non solo per la oggettiva situazione di difficoltà delle lavoratrici della Mabro, ma anche per un clima, tutto interno alla rappresentanza sindacale, che da tempo ormai somma alle legittime e dovute richieste di chiarezza per il futuro e rispetto degli elementi essenziali del rapporto di lavoro quali lo stipendio, comportamenti, da parte di alcune rappresentanti aziendali, che hanno puntato a tenere alta la conflittualità anche verso quelle lavoratrici che, pur affrontando enormi difficoltà, hanno cercato in questo periodo di collaborare alla ricerca di una continuità operativa dell’azienda». Mario Salvestroni, presidente dell’associazione industriali parla dell’incontro tra Rossi e le lavoratrici Mabro.

Il presidente regionale di Confindustria Pierfrancesco Pacini, parla invece di uno «scatto d’ira inopportuno e mal indirizzato. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è alzare barricate e scaricare responsabilità».

«Il governatore Rossi non può trasformare le attuali difficoltà in un atto di accusa verso una categoria, quella degli industriali, responsabile, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, della non risoluzione della vicenda – prosegue Salvestroni -. Occorre rimarcare il fatto che gli imprenditori oggi sono impegnati in una strenua battaglia per sostenere e difendere le proprie imprese, imprenditori che, comunque, come dice lo stesso Rossi, non sono incentivati ad investire in un’azienda che somma alla indiscussa professionalità delle maestranze, un livello di conflittualità interna che è da sempre così elevato».

«È in questi momenti così difficili che si deve continuare il percorso sinergico tra istituzioni ed imprese finalizzato a creare le nuove condizioni per la crescita e non lasciarsi trascinare dal perfido gioco delle polemiche – precisa Salvestroni -. Occorre quindi continuare tutti, istituzioni, imprese e sindacati, come la nostra Confindustria ha sempre fatto, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, a lavorare per non disperdere il valore che industrie come la Mabro rappresentano».

 

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