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Centrosinistra, Marras stoppa la polemica. «La Giunta non si tocca. Bisogna essere più umili»

GROSSETO – Dopo essere stato tirato per la giacchetta da una parte e dell’altra Leonardo Marras, presidente della provincia, rompe gli indugi e chiarisce quale sarà la linea politica che terrà fino alla fine del suo mandato nel 2014. Marras conferma che la sua giunta non si tocca e che non ci saranno né epurazioni né sostituzioni: la squadra dgli assessori scelti dal Marras nel 2009 rimane al suo posto fino alla primavera del prossimo anno.

L’alleanza che sostiene la sua giunta non era mai stata messa in disccussione, ma le fibrillazioni iniziate dopo il voto politico e accenutate dopo quello amministrativo, avevano messo sul piedistallo della politica locale proprio il “centrosinistra di Marras”.

«Ho letto – scrive Marras – con attenzione dichiarazioni e successive precisazioni di questi giorni. Il centrosinistra in provincia di Grosseto, dunque, è saldo. Il solo problema, dopo 4 anni di serenità e intenso lavoro è diventata improvvisamente la Provincia: almeno questa è una consolazione».

«Per fortuna, tutti i mandati finiscono e, almeno il mio, intendo portarlo a termine senza mettere mano alla giunta che con me ha governato finora, e che ha recentemente fissato gli ultimi obiettivi da cogliere. Non intendo aggiungere altro a un dibattito fatto soltanto di immagini e metodi del secolo scorso, con un linguaggio di una politica ormai sepolta. Questo mi costerà una scomunica? Accetterò la penitenza».

«Sarebbe cosa diversa ammettere che tra i diversi partiti, e in particolare tra Sel e Partito Democratico, serve un chiarimento profondo perché si rischiano fratture insanabili a sinistra. Ma preferirei che questo avvenisse sui contenuti, parlando delle soluzioni ai problemi enormi cui oggi devono far fronte persone e imprese: dalla tenuta dei servizi ai pagamenti delle pubbliche amministrazioni, dai problemi delle infrastrutture a quelli di chi ha subito i danni dell’alluvione. Anche perché trovo surreale che si pensi di svoltare togliendo un assessore per inserirne un altro nella Giunta di un Ente oramai alla scadenza del mandato, che probabilmente non esisterà più in futuro».

«Il mio partito, il Pd, è impegnato in una discussione il cui esito è tutto da scrivere, balcanizzato dalle bande piccole e grandi, umiliato dall’episodio del tradimento dei 101 nell’elezione mancata di Prodi a capo dello Stato.

Mi piacerebbe per questo che fossimo umili, che rinunciassimo ad atti d’arroganza politica per provare a costruire dal basso, sui territori, rapporti positivi per dare risposte di governo alle nostre comunità. Pur nella consapevolezza che questo è difficile e faticoso. Ma anche nella certezza che quel che oggi è rinfacciato alla politica è proprio l’attenzione spasmodica al bilancino fra partiti, in una logica estranea ai bisogni veri delle persone».

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