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Campeggio il Veliero, le dimissioni di Ghini: non lavoro perché il comune faccia bella figura

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FOLLONICA – Ha rassegnato le sue dimissioni Massimo Ghini, vicepresidente della cooperativa Aurelia Il Veliero, il campeggio chiuso dal 2010 perché accusato di lottizzazione abusiva. In piena polemica col sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, Ghini afferma «Sono trascorsi tre anni prima di arrivare ad un accordo. Se si è permesso di far passare così tanto tempo forse vuol dire che il Veliero non è indispensabile per l’economia di Follonica».

«Richieste di accordo procedimentale e una di revoca dell’ordinanza che non ha ricevuto risposta dal Comune per oltre un anno, questi sono i fatti – prosegue Ghini – e gli stessi non possono essere interpretati certo come volontà di cercare soluzioni. La richiesta di impegni non previsti dalle leggi (gestione esterne, niente sconti ai soci, richieste dati presenze clienti) ha prolungato la definizione dell’accordo. La clausola fortemente voluta dal Comune di un impegno a non richiedere danni fa ipotizzare la paura di averne causati. Se mi sono impegnato per ben tre anni nella difesa dei soci della cooperativa, adesso non permetterò con il mio impegno e quindi la possibile apertura della struttura, che qualcuno utilizzi il campeggio Veliero, facendolo apparire come un problema risolto, quando secondo me non c’è mai stato un problema. Non sarà usato il nuovo avvio dell’attività come un risultato positivo semplicemente dichiarando di averlo riportato alla legalità».

«Per questi motivi domenica, dopo l’assemblea di approvazione bilancio della cooperativa Aurelia, rassegnerò le mie dimissioni da consigliere. Consapevole che questa mia decisione renderà difficile, se non impossibile l’apertura della struttura in questa stagione e forse anche nella prossima, non lavorerò per far fare bella figura a chi ritengo non abbia avuto nessun merito – sottolinea Ghini -. Nel futuro, eventualmente con una amministrazione rinnovata ai vertici, se ci sarà veramente la volontà di collaborazione e dialogo per il bene della città, potrei rendermi nuovamente disponibile impegnandomi per permettere la ripresa dell’attività del campeggio».

 

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