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Erosione costiera, la sabbia si prende dal fondo del mare. Al lavoro due draghe foto

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – L’Amministrazione comunale da il via al progetto sperimentale di riallineamento della costa. L’assessore al demanio Bartoletti: «Un’operazione a basso impatto ambientale, dai costi contenuti e che potrebbe risolvere tanti problemi anche in futuro»

Per combattere l’erosione costiera il Comune di Castiglione della Pescaia mette in campo un progetto sperimentale che prevede l’uso della draga di proprietà, nella spiaggia di Castiglione, e di un altro mezzo similare per Punta Ala e Rocchette. Il progetto, studiato dall’ufficio demanio e dall’ufficio ambiente, è una vera novità. Per la prima volta infatti, si utilizzerà la draga comunale, la “succhiona”, per riposizionare il litorale. Molti stabilimenti balneari, su tutto il litorale costiero, da Castiglione fino a Punta Ala, devono fare i conti con la diminuzione costante della battigia, spazzata via soprattutto dalle mareggiate invernali. Ma la sabbia non sparisce, si muove, cammina, spostandosi in alcuni casi anche di qualche centinaio di metri. La draga può così risolvere il problema: attraverso i tubi di collegamento può riportare la spiaggia nel suo punto originario.

L’assessore Daniele Bartoletti, che insieme al Vice Sindaco Elena Nappi ha seguito tutto l’iter del progetto, ha commentato: «Ogni anno ormai dobbiamo fare i conti con gli stabilimenti balneari che denunciano l’erosione della spiaggia. Quello della “sparizione” del litorale è ormai un fenomeno che dobbiamo arginare costantemente. Negli anni sono state adottate soluzioni che però non hanno risolto le problematiche e, i vari ripascimenti, frutto di ingenti investimenti, non hanno sortito l’effetto sperato: la situazione è tornata sempre al punto di partenza. In questo caso, si interviene direttamente sul fronte della costa con l’intento di riposizionare una quantità ben maggiore di sabbia nei luoghi originari. Inoltre, abbiamo concordato l’opera con i gestori degli stabilimenti balneari tramite un protocollo d’intesa. Il nostro è un intervento sperimentale, che crediamo darà molti risultati, sia in termini effettivi, che in quelli economici e pratici, per andare a risolvere una situazioni che, come a Punta Ala e alle Rocchette, è diventata drammatica. Un’azione questa che potrà essere riproposta in caso di bisogno anche negli anni a venire».

I costi del ripascimento

Per i costi complessivi è stato previsto un investimento di circa 200 mila euro. Quelli relativi alle operazioni di dragaggio, in prossimità della barra di secca, avranno un costo di circa 150 mila euro, a totale carico dell’Amministrazione comunale, con la compartecipazione di un finanziamento regionale per circa 40 mila euro. Due le ditte incaricate del procedimento di ripascimento: l’Ams, l’azienda Multiservizi del Comune, si occuperà del riporto di circa 11 mila metri cubi di sabbia, mentre i restanti 9 mila metri cubi sono stati affidati alla ditta Masdi s.r.l. di Grosseto. I lavori relativi alle operazioni a terra invece, che hanno un importo di circa 50 mila euro, saranno a carico direttamente dei concessionari degli stabilimenti balneari. Sono circa 40/50 mila metri quadrati interessati dal dragaggio. La profondità di azione della “succhiona” si aggirerà intorno ai 50 centimetri, mentre il volume di sabbia totale che sarà dragato dovrebbe, secondo una stima, aggirarsi sui 20 mila metri cubi. Lo scarico del materiale avverrà lungo il lido e verrà adottata una tecnica di aspirazione controllata con schermature delle aree e il refluimento diretto sulla battigia, con apposita tubazione, per evitare la dispersione dei sedimenti.

 

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