Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Mabro: condotta antisindacale, il giudice condanna la proprietà. Successo dei lavoratori

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – La sentenza tanto attesa, alla fine è arrivata, il tribunale di Grosseto ha stabilito che la proprietà Abbigliamento Grosseto si è macchiata di condotta antisindacale in base all’articolo 28. La vicenda risale alle due assemblee richieste da Filctem Cgil in data 30 aprile e 6 maggio. In quelle due circostanze la proprietà aveva negato ai lavoratori la possibilità di sostenere assemblea nei locali aziendali. Tra le motivazioni fornite dall’azienda, l’inopportunità di fare assemblea in quanto avrebbe fornito la possibilità di creare un clima minaccioso, con l’interruzione del lavoro e arbitraria permanenza nei locali aziendali. Motivazione che il giudice Vincenzo Pedone ha definito non idonea a giustificare il diniego, sia per evidente mancanza di nesso tra l’esercizio e il diritto di assemblea, sia per la mancanza di prova di tali atteggiamenti. Respinta anche l’altra motivazione fornita da Abbigliamento Grosseto, riguardante il superamento del monte ore da destinare alle assemblee, in quanto non è contrattualmente prevista retribuzione stante lo sciopero. Per questo motivo, il ricorso presentato da Filctem Cgil Grosseto è stato accolto, il giudice ordina ad Abbigliamento Grosseto la cessazione della condotta antisindacale e di mettere a disposizione la mensa per lo svolgimento di assemblee non retribuite richieste dalla stessa organizzazione. Inoltre condanna Abbigliamento Grosseto a pagare le spese di 1.200 euro.

Un successo soprattutto morale da parte dei lavoratori della ex Mabro che ormai da tempo si stanno scontrando con l’imprenditore pratese Andrea Barontini. «A conferma della correttezza delle nostre tesi, possiamo affermare con soddisfazione che sono state totalmente accolte, non compensando nemmeno le spese ma lasciandole tutte in carico alla parte datoriale – commentano il segretario provinciale della Cgil Claudio Renzetti e il segretario di Filctem Cgil Furio Santini -. Crediamo sia il giusto ripristino di un diritto fondamentale per tutte le lavoratrici della Mabro, e ci piace sottolineare tutte». Dal sindacato poi, tornano a parlare di nuove convergenze e di Prodi bis:  «La verità in tasca si ritiene non possa avercela nessuno e soluzioni facili non esistono, come CGIL proviamo soltanto a dare coerenza a quello che ci siamo detti ed abbiamo condiviso a monte, sperando che sui fatti concreti, e non sulle tante parole che vengono dette possano tornare ad esserci convergenze tra Cgil, Cisl, Uil e Rsu – dicono Renzetti e Santini – Adesso sotto con la presentazione della Prodi bis, indicata come strumento più idoneo da tutte le organizzazioni sindacali e da tutte le istituzioni».

Commenti finali, invece, che riguardano gli auspici per l’imminente futuro: «Auspichiamo che il presidente Rossi incontri i sindacati coinvolti e le lavoratrici della Mabro – concludono Renzettie Santini -, siamo convinti che un percorso di salvataggio possa essere facilitato sgombrando il campo da dubbi e sospetti, da un corretto dialogo non consociativo con le istituzioni e nella chiarezza. Anche nella difficoltà, l’auspicio è che questa vittoria serva anche per dare morale, e che si possa traguardare il futuro in una dimensione strategica e senza perdere la speranza».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.