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Mabro, le Rsu scrivono al governatore Rossi: «Non venga a prenderci in giro»

GROSSETO – Sono passati due giorni dalla lettera aperta scritta dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in risposta alle Rsu di Abbigliamento Grosseto che lamentavano scarsa attenzione al caso. In quella circostanza, il governatore, aveva espresso la volontà di non sottrarsi al dialogo, ricordando che fin dall’inizio della crisi, la Regione aveva fatto il possibile per trovare una via d’uscita. Non tarda ad arrivare la reazione delle Rsu, in un’altra lettera di risposta: «Ci dispiace molto che Rossi si sia inquietato per le nostre richieste di incontro. A noi però, piace vedere in faccia un amministratore. E’ vero, abbiamo incontrato Rossi anche lontano dai riflettori, senza pubblicità, come dice lui – scrivono le Rsu -. Probabilmente si ricorda anche l’impegno che prese con noi. Invece, da oltre un  anno, non lo abbiamo più sentito né visto. Forse Rossi non ricorda che si era impegnato pubblicamente a renderci visita i primi giorni di agosto, ma non del 2013, bensì quello dello scorso anno. Poi c’è stata la sua visita a Grosseto per l’alluvione di Albinia e non ci saremmo mai permesse di importunare in una circostanza simile. Nello stesso giorno Rossi ha presenziato in Provincia e poi alla Fondazione il Sole, ma c’era campagna elettorale, lui ci evitava palesemente e noi non volevamo strumentalizzazioni, quindi ci siamo ignorati vicendevolmente. Negli ultimi giorni apprendiamo dalla stampa che sarebbe disposto ad incontraci. Chiamiamo subito la segreteria per fissare una data, ma, contrariamente a quanto viene affermato, ad oggi non è giunta alcuna risposta e sono passati ormai 10 giorni. Quindi stiamo iniziando a pensare che Rossi ci eviti volutamente».

Le Rsu, tornano poi sulla lettera scritta due giorni fa da Rossi e mai digerita: «Signor presidente ci perdoni il tono irriverente, ma non riusciamo ad essere serie quando sentiamo frasi del tipo “ci ho messo la faccia” o “senza il nostro impegno sarebbe chiusa da tre anni”. Siamo ancora della vecchia idea che amministratori e politici ci devono mettere sempre tutto loro stessi, e bene. Altrimenti vadano a fare dell’altro. Non si preoccupi, non la invitiamo a Grosseto per tendere imboscate, noi abbiamo un solo obiettivo: salvare i nostri posti di lavoro. Le abbiamo inviato un documento che ci auguriamo abbia letto e vorremmo discuterlo con Lei. Non è, come qualcuno vuol far credere, la soluzione di tutti i problemi, ma serve a far capire che le prospettive positive esistono e possono concretizzarsi solo percorrendo la strada della amministrazione straordinaria prevista dalla legge Prodi. Non sarà semplice, ma riteniamo sia la sola strada percorribile. Quindi non tema aggressioni, ma non venga a prenderci in giro, Le chiederemo perchè la Regione ci abbia affidato ad un imprenditore sulla via del fallimento e perchè la proprietà è nascosta dietro le fiduciarie. Non faccia come il suo assessore Simoncini che ci ha risposto “io non c’ero”. Restiamo fiduciose di una sua presenza».

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