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Università, Mauro Carri: «Ance a sostegno, ma occorre superare errori di programmazione»

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GROSSETO – L’Ance Grosseto ha ritenuto di sostenere la presenza universitaria facendo aderire al Polo Universitario Grossetano la Scuola Edile, ente bilaterale per la formazione del settore delle costruzioni. «Questa adesione, convinta ed attiva – spiega Mauro Carri (nella foto) direttore di Ance Grosseto -, ha avuto sempre come presupposto l’importanza della diffusione della cultura universitaria nella Maremma per meglio correlare le attività di studio e di ricerca al mondo delle imprese. In passato il nostro socio di riferimento nel Polo Universitario Grossetano ha anche sottoscritto ulteriori quote, oltre a quelle che furono necessarie per la costituzione, ma gli acquisti sono stati sempre per un valore corrispondente alla nostra rappresentatività e nei limiti consentiti statutariamente».

Un attività a sostegno dell’Università, quella di Ance, che parte dal maggio 2005 con un contributo al convegno su Codice dei Beni Culturali e del Patrimonio organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza. L’Ance ispirò poi, il Master di secondo livello in Archeologia preventiva organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia.  Nell’anno accademico 2009/2010, inoltre, la Facoltà di Giurisprudenza organizzò congiuntamente all’Ance e alla Scuola Edile Grossetana, il master di primo livello ed il corso di formazione su “Management della prevenzione per la salute, la sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro” a cui è seguito nell’anno accademico successivo un nuovo master di primo livello ed un corso di formazione su ”Pubbliche amministrazioni, imprese, lavoratori:la gestione degli appalti pubblici”.

«Queste due importanti iniziative hanno anche confluito dirette risorse economiche a favore dell’ateneo senese, quale esempio di azione attiva – osserva Carri -. E’ nostro auspicio che il dibattito sulla presenza dell’università in Maremma continui e che trovi una soluzione ponendo equilibrio alle varie esigenze economiche e di carattere normativo, superando evidenti errori di programmazione organizzativa e di visione anche da parte universitaria. In tal senso è necessità di fatto che vi sia un maggior coinvolgimento da parte delle organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale, che le istituzioni locali continuino a sostenere nei limiti di loro competenza e che anche altre realtà universitarie diventino parti attive nella ricerca e nell’alta formazione».

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