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“Premio Monicelli”, Fausto Brizzi svela il suo nuovo film: “Indovina chi viene a Natale”

GROSSETO – “Indovina chi viene a Natale”, questo il titolo del prossimo film di Fausto Brizzi (nella foto) che il regista svela a Grosseto dove si trova per ritirare il Premio Mario Monicelli, istituito a partire da quest’anno dalla Fondazione Grosseto Cultura presieduta da Loriano Valentini e curato da Mario Sesti e Jacopo Mosca. «Dopo 7 film come regista e dopo 10 anni che lo avrei voluto fare, arriva il mio di Natale. – dichiara Brizzi -.  Paradossalmente esce “contro” il film di Neri Parenti (per il quale film natalizi lui ne ha scritti tanti ndr) ma entrambi siamo al corrente l’uno dell’altro, ognuno conosce il film dell’altro anche per non fare cose gemelle».

«Indovina chi viene a Natale” è un film sul Natale,  sembra una stupidaggine, ma generalmente le pellicole che escono in quel periodo parlano di altro. – continua il regista – Ma l’argomento Natale non è stato mai affrontato. Io racconterò il Natale di come si è rivoluzionato e credo sia l’occasione per fare il punto di come è cambiato. Protagoniste saranno le famiglie allargate di oggi. Fino a ieri, ogni Natale si incontravano gli stessi zii, gli stessi genitori, gli stessi cugini. Oggi tutto è cambiato ci si trova a dovere fare regali a qualcuno che magari non hai mai conosciuto. Siamo qui a Grosseto per parlare di Monicelli e vorrei sottolineare che “Indovina che viene a Natale” fa riferimento proprio a “Parenti serpenti”. E’ l’ultimo film vero sul Natale che io ricordi dove c’è un grande tema e un’enorme cattiveria monicelliana: una famiglia che si  trova a trascorrere il Natale insieme ma che vorrebbe stare altrove. Anche nel mio film c’è tutto questo».

Nel film insieme a Cristiana Capotondi (nella foto) ci sarà anche Sabrina Ferilli, ma Brizzi conferma che tra gli altri protagonisti ci saranno anche  altri nomi che hanno recitato in pellicole natalizie. Con Neri Parenti, Brizzi ha scritto numerose sceneggiature di film di Natale, un rapporto tra i due molto stretto. Ma a Brizzi piacerebbe doppiare al botteghino il film di Parenti? . «Io pagherei qualsiasi cosa per guadagnare un euro in più al botteghino – sorride Brizzi -, sarebbe divertente fare insieme la conferenza stampa dei nostri film, sarebbe il marketing dell’anno». Nel cuore della Maremma per ritirare il Premio intitolata al grande regista toscano de “La grande guerra”, Fausto Brizzi  racconta che proprio a Monicelli e a “Speriamo che sia femmina” e alla sua famiglia frequentata da molte donne pensava quando ha scritto “Pazze di me”.

«Voglio fare i complimenti a Fausto Brizzi per questo premio e un grande augurio per la sua carriera di autore e di regista in questo genere così prezioso, la commedia all’italiana. La commedia può sembrare qualcosa di leggero, ma leggera non è. – dichiara Chiara Rapaccini, ultima compagna di Mario Monicelli – Attraverso i tempi della comicità, con l’arma affilata che arriva dalla grande tradizione della farsa, col gioco dell’ironia che “acchiappa” e coinvolge tutti, nessuno escluso; con questi strumenti la commedia solleva i veli che spesso nascondono i temi più tragici e più attuali di ogni società. Quando non è superficiale, quando non è fatta solo per stimolare la risata grassa, quando non è volgare, la commedia sa dire cose profondissime. Ben venga dunque un premio alla commedia italiana. E ben venga in particolare da qui, da Grosseto, dalla Maremma. Una terra nella quale Mario viveva almeno tre mesi l’anno e alla quale era legatissimo. Amava questo territorio e le sue campagne tra Orbetello, Polverosa e Albinia. Luoghi dell’anima oggi feriti ai quali, nel salutarvi, vi invito a offrire questa sera, insieme con me, una dedica speciale.

«Da sempre – spiega Loriano Valentini, presidente di Fondazione Grosseto Cultura – Grosseto e la sua provincia hanno affascinato i maestri del cinema italiano e internazionale, che hanno scelto questa terra come set dei loro film o, è il caso proprio di Mario Monicelli, come “buen retiro”. Qui la cultura del buon cinema ha radici profonde e un presente importante. Da qui, in particolare negli ultimi anni, emergono molti giovani talenti – registi, attori, sceneggiatori, tecnici –  fra i più interessanti del nostro Paese. Investiamo sul cinema, con l’obiettivo di trasformare una solida tradizione in  un futuro possibile. Un futuro nel quale questa magnifica periferia geografica d’Italia sia identificata come un autorevole punto di riferimento per la cultura e l’industria cinematografica nazionale».

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