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Quirinale: da Gavorrano il Pd non ci sta. “No a inciuci” con il centrodestra

GAVORRANO – Dopo la scelta e la bocciatura di Marini anche dai territori iniziano le prime richieste di chiarezza all’interno del Partito Dmeocratico. Così dopo il Pd di Follonica arrivano anche l eparole del Pd di Gavorrano che chiede di ascoltare la base del partito e di percorrere strade preferenziali con il centrodestra.

«Siamo consapevoli – scrivono da Gavorrano – che per l’elezione del Presidente della Repubblica si debbano cercare figure condivise da un più ampio schieramento possibile, ma notiamo con rammarico che la ricerca sia stata fatta concertando maggiormente con la parte politica a noi più avversa e che probabilmente essendo una forza basata sul consenso di una singola persona cerchi la soluzione ai noti problemi che questa figura rifugge ormai da anni. Questa è la percezione che arriva ai territori. Con ciò non vorremmo assolutamente denigrare la figura di Marini Franco, autorevole sindacalista, da sempre vicino al territorio, esemplare Presidente del senato nella breve legislatura Prodi».

«Auspichiamo che il prossimo presidente abbia caratteristiche diverse, più in linea col segnale di rinnovamento che si è percepito alle ultime elezioni politiche. Un presidente che sappia parlare a tutti coloro che hanno perso diritti e a coloro che i diritti non li hanno ancora, proprio come scritto nella nostra Costituzione all’articolo 3. In questi tempi avvertiamo la necessità di un costituzionalista che svolga primariamente la difesa della Costituzione stessa per cercare il consenso di chi l’ha calpestata fino ad oggi e vorrebbe farne carta straccia».

«Occorre continuare nella strada intrapresa non più di cinquanta giorni fa con le elezioni delle presidenze del Senato e della Camera. Chiediamo quindi, come Partito democratico di Gavorrano, che il partito tenga conto tenga conto delle richieste di rinnovamento che in queste ore salgono dai nostri elettori».

«Non dobbiamo più inseguire gli elettori on line del Movimento 5 stelle – concludono –, ma rispettare la volontà di chiudere con un certo passato per favorire il cambiamento auspicato ormai da una popolazione stanca e arrabbiata con la politica».

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