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Cani ingeriscono ami in spiaggia. Corsa dal veterinario per salvarli

di Lorenzo Falconi

MARINA DI GROSSETO – Una gara di pesca, gli ami abbandonati in spiaggia, i cani che ne pagano le conseguenze. E’ quanto accaduto a Marina di Grosseto, dove alcuni animali sono rimasti vittime di questa pratica che vede i pescatori, a volte troppo sbadati, lasciare gli ami sull’arenile. Questa sembrerebbe l’ipotesi più probabile per i proprietari dei cani rimasti feriti che protestano per una situazione che si ripete di anno in anno. Non è una novità, infatti, intervenire in casi del genere per i veterinari, ormai abituati a fare i conti con questo tipo di emergenza che spesso porta a vere e proprie operazioni, o quanto meno a pesanti anestesie sugli animali, con ripercussioni sulla salute degli stessi. In quel tratto di litorale dove si è svolta la gara di pesca, infatti, si sono registrati i maggiori problemi per alcuni cani, costretti a ricorrere alle cure del veterinario per liberarsi degli ami rimasti incastrati nelle labbra, nella lingua e, nei casi più gravi, ingeriti.

I casi peggiori riguardano proprio i cani di piccola taglia, come Attila, un pinscher che, trovandosi sulla spiaggia con la sua padrona, ha finito per ingerire uno di quei pericolosi ami da pesca. «Ho notato che dopo aver messo il muso nella sabbia, il mio cane aveva un filo da pesca che gli usciva dalla bocca. Ho controllato e ho visto che c’era anche l’amo – racconta la padrona di Attila -. Mi sono subito attivata per raggiungere lo studio di un veterinario, perché oltretutto vedevo che il mio cane stava soffrendo». Giunti dal veterinario, Attila ha scoperto di essere in “buona” compagnia. Altri suoi simili, infatti, avevano subito la stessa sorte. Razze diverse, di taglia differente, ma comunque alle prese con i fastidiosi ami e quindi per questo bisognosi di cure veterinarie. Per il cane di razza pinscher si è resa necessaria l’anestesia e l’operazione d’urgenza. L’amo, rimasto incastrato nell’esofago della bestiola, è stato spinto fino allo stomaco. Da lì, il veterinario, è riuscito ad estrarre il pezzo di metallo praticando un’incisione sul cane. Adesso saranno necessarie alcune settimane di convalescenza per Attila.

Oltre allo spavento e alla preoccupazione, inoltre, c’è anche un danno economico di una certa rilevanza per i padroni degli animali. Si calcola che tra operazione e cure successive attraverso i medicinali, la somma da esborsare si aggiri intorno alle 400 euro. «Quando tieni alla salute del tuo cane – spiega ancora la padrona di Attila -, non guardi molto all’aspetto economico, anche se di certe disavventure faresti volentieri a meno. Piuttosto situazioni come quella capitata ad Attila andrebbero evitate. Su quella spiaggia, ad esempio, c’erano anche molti bambini che giocavano e correvano a piedi nudi. Chi ha lasciato lì quegli ami, dovrebbe fare più attenzione».

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