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Mabro: i lavoratori chiudono la porta a Barontini. Produzione ferma

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – La sfiducia nei confronti della proprietà di Abbigliamento Grosseto ha raggiunto i massimi livelli. A sancire la nuova linea di disapprovazione è stata l’assemblea dei lavoratori che, riunitasi questa mattina, ha chiuso la porta alle proposte dell’imprenditore pratese Andrea Barontini. Anche in questa settimana la produzione non verrà riattivata. Si andrà avanti con permessi, ferie e, ovviamente, cassa integrazione. I lavoratori vogliono vederci chiaro e valutare a fondo la proposta di Barontini, portata in Provincia nella giornata di ieri. Il concordato in bianco consentirebbe di congelare il debito per 120 giorni e quindi di lavorare con meno pressioni. Di contro c’è anche la disponibilità di mettere nello stipendio dei lavoratori tutte le entrate dell’azienda, escluso le spese di gestione. Un’operazione che consentirebbe a Barontini di rimanere alla guida di Abbigliamento Grosseto, tentando una risalita difficile, se non improbabile, dal punto di vista economico.

L’esperienza di 700 aziende che hanno intrapreso questa via è concreta, ma al tempo stesso nessuna ha concluso il percorso e quindi mancano dati concreti in merito. E’ proprio qui però, che arriva il primo nodo e la prima risposta indiretta da parte dei dipendenti, perché dall’assemblea e dal cuore dei lavoratori, arriva un secco no all’unanimità nei confronti di Barontini. Meglio la Prodi-bis, soluzione che porterebbe all’amministrazione straordinaria e che l’imprenditore pratese sta cercando di evitare e di scartare. Lunedì prossimo alle 10, è previsto un nuovo incontro in Provincia, le parti si rivedranno e tireranno le somme sulla proposta fatta e sul cammino da intraprendere. I lavoratori, intanto, hanno già dato una risposta decisa: non vogliono Barontini. La produzione resta ferma e la situazione economica non può che peggiorare.

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