Arsenico all’ex Agraria di Massa Marittima, Bai: «Nessun pericolo per la salute»

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di Lorenzo Falconi

MASSA MARITTIMA – I lavori all’ex Agraria di Massa Marittima possono proseguire senza problemi. Le verifiche del caso, relative alla presenza di arsenico nella struttura, secondo la questione sollevata dalla lista civica Massa Comune, non lasciano dubbi sull’esito delle analisi. «Non c’è pericolo per la salute umana – spiega il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai (nella foto) -, ci hanno comunicato l’esito delle analisi a cui hanno partecipato i nostri tecnici e tutti i servizi preposti». Rifiuto speciale non pericoloso, così è stato catalogato il materiale derivante dalla demolizione della vecchia struttura, utile quindi a essere utilizzato come sottofondo stradale, oppure da conferire in discarica. Il materiale derivante dall’ex agraria, quindi, non potrà essere utilizzato per siti di verde pubblico residenziale e per siti ad uso commerciale e industriale, contestualmente però non risulterebbe dannoso per la salute. «Stiamo presidiando la zona – chiarisce il primo cittadino -, in precedenza c’era stata la segnalazione della lista civica, quindi era doveroso controllare».

L’ex Agraria, in ogni caso, era finita al centro di un’altra vicenda, quella relativa ad un altro esposto, sempre per mano della lista civica Massa Comune, che richiedeva l’annullamento del regolamento urbanistico approvato nel 2006-2007. «Una richiesta molto particolare – osserva Daniele Morandi, assessore comunale all’urbanistica – che in genere viene sollevata per atti gravissimi o illeciti. L’azione di interpellare addirittura il Presidente della Repubblica da parte della lista civica, ci è sembrata esagerata, in fin dei conti non abbiamo mica richiesto di ristabilire una moneta come il grosso massetano al posto dell’euro. In ogni caso è arrivata la risposta da parte di due Ministeri interessati alla vicenda, quello degli Interni e quello delle Infrastrutture e Trasporti, nella quale si legge che il ricorso presentato dalla lista civica viene rigettato».

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