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Lavori pubblici, Provincia: investimenti per milioni su strade e scuole. Marras parla anche di Mabro e Ferrovie

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Almeno 15 milioni: sono i soldi che la Provincia investirà in lavori pubblici se lunedi verrà approvato il decreto sui pagamenti delle Pubbliche amministrazioni. 15 milioni, oltre ai tre di fatture per lavori già eseguiti nel 2012, che la provincia suddividerà per le scuole (tre milioni) e i restanti 12 per le strade (Cipressino e Maremmana per dirne solo due). «Lunedi ci riuniremo così da fare le gare d’appalto, ed entro tre mesi saranno affidati i lavori» afferma Leonardo Marras che guarda a questa opportunità come ad una vera e propria boccata d’ossigeno per una provincia come la nostra, soprattutto se affiancata ai 29 milioni dell’alluvione. «Immaginate quale impatto potrebbe avere sull’economia locale» precisa Marras che ricorda come nelle casse della Provincia ci siano 45 milioni bloccati dal patto di stabilità.

Dalle prime indiscrezioni sembra che ad essere sbloccato sarà, in due anni, il 40% dell’ammontare del debito delle varie strutture pubbliche. L’intento è dunque quello di portare a termine e coprire «almeno le opere già progettate definitivamente» e qui si ritorna ai 15 milioni di cui si è già parlato, particolarmente importanti in una Provincia come la nostra, provata dall’ultima alluvione che ha provato danni alle imprese agricole per 54 milioni come risulta dalle 750 richieste di certificazione giunte alla Provincia, oltre mille le famiglie per cui il lavoro non è ancora ripartito e che resteranno ferme almeno per altri 12 mesi. «Con i 3,8 milioni stanziati dalla regione non si va da nessuna parte – prosegue Marras – bisogna iniziare una trattativa col Governo»

Tra gli altri temi affrontati da Marras c’è anche il problema del taglio ai Frecciabianca: «Non è ancora chiaro se riusciremo a trovare una soluzione che dia una continuità al cambio di servizio con Eurostar – afferma -. Sabato parteciperò alla manifestazione organizzata dai 5 Stelle perché bisogna far sentire la nostra voce. Sono 150 anni che il treno è arrivato a Follonica, e l’anno dopo a Grosseto. Di questo passo resterà solo la stazione» e sulla Mabro precisa: «Quello di domani a Firenze sarà l’ultimo incontro a cui la Provincia parteciperà. La vicenda non può più essere condotta così, questa è una crisi storica che coinvolge tante famiglie e che è costata allo stato cifre da capogiro. Non si può più pensare di mantenere le aziende in crisi con la cassa integrazione. Per questo abbiamo deciso di chiudere ogni rapporto con la proprietà che spero così accetti l’amministrazione straordinaria e si possa magari pensare ad un’altra esperienza editoriale che ancora non esiste e che spero possa essere risolutiva per questa fabbrica il cui patrimonio più grande sta nelle mani delle proprie operaie».

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