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La lotta alla mafia vista con gli occhi dei ragazzi

GROSSETO – “Da dove iniziamo a combattere la mafia? Dalle piccole cose, certo. Ma la cosa più importante è non farsi mettere i piedi in testa da nessuno”. Così, con le parole di Laura Serafini, studentessa del liceo classico di Grosseto, si è chiuso il secondo giorno dell’evento itinerante “La mafia si sconfigge con la conoscenza”, organizzato dal quotidiano on line Dubidoo.it, dalla Fondazione Antonino Caponnetto e dall’associazione Rita Atria nelle scuole grossetane. Nel corso dell’incontro, organizzato nella scuola elementare di via Einaudi alla presenza degli studenti della scuola media Dante Alighieri, si è parlato degli “eroi italiani”, i giudici antimafia Giovanni Falcone, Salvatore Borsellino e Antonino Caponnetto, della giovane Rita Atria e di don Pino Puglisi. “Bisogna costruire un muro tra noi e l’illegalità in modo tale che si sia eroi senza rimetterci la pelle.

Ciò richiede un lavoro grande, fatto di impegno e costanza, a iniziare da un percorso fatto di senso civico e di studio della Costituzione nelle scuole grossetane, come già le insegnanti stanno facendo classe per classe”, ha detto l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Grosseto, Luca Ceccarelli. “La mafia si infiltra, è nascosta, è un morbo da uccidere. E’ ovunque, non più nel solo Sud Italia. E il mafioso non più è quello con la coppola e la lupara. Si camuffa, va in giro con la valigetta 24 ore e ricicla i capitali sporchi”, ha spiegato Giampiero Valenza, giornalista e direttore responsabile di Dubidoo.it. Marco Berni, editore di Dubidoo, ha sottolineato: “Dubidoo è un giornale antimafia. E lo fa puntando sull’educazione, sulla formazione, sull’informazione, valorizzando la vera ricchezza delle città: i giovani”. Per Maria Elena Simoncelli, insegnante e referente della Fondazione Antonino Caponnetto, “il giudice Caponnetto andava nelle scuole per evitare che si ripetesse la storia di Rita Atria. Aveva capito che l’unione dei giovani, diventando ‘Sentinelle della legalità’, puà portare a cambiare la società”.

Poi la parola è andata alle “Sentinelle della legalità”, ai ragazzi del liceo Rosmini che stanno portando avanti il progetto con la Fondazione. “Essere ‘Sentinelle della legalità” rappresenta la speranza di cambiare le cose”, hanno detto raccontando della loro esperienza. I ragazzi hanno annunciato che a Grosseto, in piazza Dante, il prossimo 23 maggio ci sarà l’open day della legalità. “Parteciperanno anche i ragazzi della nostra scuola gemellata di Palermo, faremo flash mob, balli e canzoni contro la mafia”, hanno spiegato.

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