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Il Movimento 5 Stelle boccia la rivoluzione sulle partecipate: «Comune a rischio ricorsi»

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di Daniele Reali

GROSSETO – L’operazione di accorpamento e fusione delle tre società partecipate del comune di Grosseto rischia di esporre la città ad una serie di ricorsi. Questo è l’allarme lanciato dal Movimento 5 Stelle che attraverso il consigliere comunale Giacomo Gori (nella foto) ha voluto mettere in evidenza le difficoltà della trasformazione in atto delle tre società “in house” in un unico soggetto.

Il ragionamento di Gori è semplice: secondo le norme in vigore attualmente accorpare queste tre società non sarebbe possibile soprautto per i servizi che queste hanno tra le loro attività. Le norme in questione riguardano, per fare un caso concreto, i servizi definti in “monopolio” come quelli cimiteriali e quelli di gestione dei percheggi. La legge 287 del 1990 infatti stabilisce che le società che svolgono servizi in monopolio devono cedere le eventuali altre attività esercitate. Nel caso del nuovo soggetto quindi se svolgesse servizi cimiteriali per esempio non potrebbe svolgere quelli di pompe funebri. Il problema si infettisce ancora di più se si prende in considereazione la distinzione che fa la legge rispetto alla separazione tra i “servizi pubblici” e i “servizi strumentali. Secondo Gori quindi la «nuova società non poptrebbe fare entrambe le cose». Per fare esempi pratici la gestione del verde pubblico è un servizio sturmentale che non potrebbe ricadere quindi tra le attività della nuova società del comune di Grosseto.

Dubbi normativi duqnue che seocndo Gori esporrebbero il comune di Grosseto ad una serie di ricorsi nel caso in cui si procedesse. Dubbi che il consigliere a 5 stelle aveva espresso anche nella recente seduta consiliare che aveva visto dare il via libera all’atto di indirizzo sull’operazione “super partecipata”.

La proposta dei 5 Stelle è semplice: valutare bene che tipo di operazione si intende fare e nel frattempo come prevede la legge tagliare i costi, «per esempio quelli delle retribuzioni dei dirigenti» dice Gori, e aprire una discussione sul futuro delle partecipate alla città.

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