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Piscina, ultimo atto: chiusura a breve. La rabbia dei genitori: «Ci dovevano informare prima» foto

di Daniele Reali

BAGNO DI GAVORRANO – Il futuro della piscina di Bagno è ormai su un binario morto. Come annunciato ormai da una decina di giorni la struttura chiuderà nel giro di un paio di settimane. L’ultimo atto di questa avventura negativa si è consumato ieri sera durante la riunione che i vertici della società sportiva che gestisce l’impianto hanno avuto con i soci che frequentano la piscina. Un incontro durante il quale non sono mancati momenti di tensione sopratutto tra il presidente dell’associazione Renato Pertusati e i genitori dei bambini che partecipano al programma agonistico della società nuoto.

«Dovevate informarci a settembre di queste difficoltà – hanno detto molti genitori durante l’assemblea -. Avremmo potuto scegliere se iscrivere o no i nostri figli». La chiusura della piscina di Bagno infatti costringe di fatto tutti i bambini che svolgono attività agonistica ad allenarsi nell’altro impianto gestito dalla società sportiva e cioè quello di Massa Marittima. «Andare per tre volte a settimana a Massa – hanno spiegato i genitori – ci crea molti disagi sia per il costo di questi spostamenti sia per il tempo».

La società sportiva ha già detto che rimborserà tutti i soci che hanno già pagato le quote mensili fino a maggio nel caso in cui non si volessero spostare a Massa, ma la rabbia dei genitori rimane sopratutto per una situazione che, come hanno più volte messo in evidenza, poteva essere affrontata diversamente se “presa in tempo”.

Ad oggi l’Associazione Nuoto Gavorrano Massa Marittima ha un debito di circa 170 mila euro dovuto sopratutto alle bollette di luce, acqua e gas che si sono accumulate. Per il presidente Pertusati le responsabilità sono tutte dell’amministrazione comunale. «Noi abbiamo preso in gestione la piscina – ha spiegato Pertusati (nella foto) – con la promessa da parte del comune di una serie di interventi necessari di manutenzione straordinaria». Interventi che riguardano soprattutto l’impianto di produzione di energia elettrica e di acqua calda. «Se il comune, al quale da un anno chiediamo di intervenire, avesse ripristinato il cogeneratore a servizio dell’impianto noi avremmo risparmiato sulle bollette e oltretutto non avremmo perso utenti che hanno lasciato le attività della piscina per i disservizi dovuti ad esempio alla mancanza di acqua calda».

Spiegazioni che comunque non hanno convinto i genitori. «Questa è una sconfitta per tutti – ha detto uno di loro – bisognava trovare una soluzione». Ora sembra ormai davvero troppo tardi. Nei prossimi giorni una delegazione di soci dovrebbe chiedere un incontro alla prosindaco Elisabetta Iacomelli e tentare di capire se c’è la possibilità almeno di garantire il proseguimento delle attività fino a maggio. Di sicuro c’è che la società sportiva ha ormai chiuso la porta delle trattative e che ha già pronto un ricorso contro il comune per chiedere il risarcimento dei debiti accumulati.

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