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Commercio: nuove norme varate per la Toscana. Grande distribuzione fino a 20 mila metri

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FIRENZE – Il Consiglio regionale ha approvato le modifiche al testo unico sul commercio con l’astensione dei gruppi di opposizione, in seguito al ricorso alla Corte costituzionale proposto dal Governo su liberalizzazioni e libera concorrenza.

E’ stato Ivan Ferrucci (Pd) ad illustrare l’atto, sottolineando, in particolare, che sono stati rivisti i requisiti obbligatori delle grandi strutture di vendita e dei nuovi impianti di distribuzione dei carburanti.

Il limite dimensionale massimo per le grandi strutture di vendita viene aumentato in via transitoria a 20mila metri quadrati, qualora ricorrano specifiche condizioni, in attesa che tale limite venga individuato dalla pianificazione territoriale.

Per quanto riguarda la distribuzione dei carburanti, cambiano le modalità di rifornimento durante l’orario di apertura in modo che i titolari possano organizzare l’attività in modo flessibile, pur garantendo il servizio anche a coloro che non sono in grado di utilizzare il self-service pre-pagato.

Viene, inoltre, recepita l’intesa del luglio scorso in Conferenza unificata sul commercio in aree pubbliche, in seguito ad un’altra sentenza della Corte costituzionale (291/2012). Al riguardo, è stata approvata all’unanimità una proposta di risoluzione collegata, presentata dalla commissione Sviluppo economico, che invita la Giunta regionale ad attivare la concertazione con gli Enti locali e le categorie per applicare in maniera uniforme l’intesa sul territorio regionale, prevedendo un termine di 12 anni per le concessioni rilasciate agli ambulanti.

Una norma transitoria consente per il 2013 di posticipare il termine entro cui i Comuni devono verificare la regolarità contributiva degli esercenti.

Nei casi di nuove destinazioni d’uso per le grandi strutture di vendita si stabilisce che alla conferenza di pianificazione partecipino anche gli altri Comuni interessati, mentre nel caso di riuso del patrimonio edilizio esistente la partecipazione è limitata al Comune, alla Provincia ed alla Regione, sempre che si tratti di previsioni già contenute nei piani strutturali e nei regolamenti urbanistici.

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