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Treno della memoria: il racconto nelle testimonianze dei ragazzi

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Un viaggio intrapreso a gennaio. Un viaggio per conoscere, ma anche per non dimenticare. Istituito nel 2001, il Treno della memoria è una iniziativa che, ogni anno, coinvolge centinaia di ragazzi in tutto il territorio regionale. Gli stessi che questa mattina, nella sala Pegaso di Palazzo Aldobrandeschi, hanno raccontato l’esperienza, l’ultima in ordine di tempo, ai loro coetanei. I vari istituti scolastici della provincia di Grosseto hanno presentato lavori basati su fotografie, video e testi letterari, tutti in tema con l’olocausto e con il viaggio ad Auschwitz, ripercorrendo le tappe delle persone che venivano deportate nei campi di concentramento. Ogni scuola ha presentato un lavoro diverso, dal titolo differente. Tra questi l’ISIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto con la proiezione di immagini “L’eredità di Auschwitz: vedere-sapere”, l’Istituto Rosmini di Grosseto con la mostra fotografica “Reportage sul viaggio della memoria ad Auschwitz”, l’ISIS di Follonica con la proiezione di immagini “Incontrare un’anima” e il Polo liceale di Grosseto con il video “Grosseto-Auschwitz”. 

Gli studenti hanno mostrato grande sensibilità nel trattare l’argomento e nel raccontare la loro testimonianza di un viaggio intrapreso con il Treno della memoria, in grado di far affiorare il ricordo della follia umana, perché questa non si verifichi mai più, con un contributo importante relativo alla formazione e alla crescita dei ragazzi. La mattinata si è aperta con il saluto del presidente della Provincia Leonardo Marras che ha portato la sua testimonianza del viaggio intrapreso ad Auschwitz e ricordato ai ragazzi che «la memoria gioca un ruolo chiave, perché le testimonianze dirette che ancora oggi ci arrivano sono sempre di meno con il trascorrere degli anni. Per questo, tra un po’, saremo noi stessi a dover raccontare alle generazioni future». Il presidente del Consiglio provinciale Sergio Martini, ha invece rivolto un plauso ai ragazzi: «Devo dire che hanno mostrato grande maturità, svolgendo un lavoro molto curato su di un tema delicato che ha segnato un’epoca come la più grande tragedia del ‘900. Il rammarico forse, è che in questa mattinata si sono raccontati l’esperienza tra di loro. L’invito per il prossimo futuro, quindi, è che vengano a divulgare la loro esperienza con il Treno della memoria, anche in altre circostanze».

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