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Report dell’Arpat sulla fuoriuscita di fumo al Casone: solo vapore

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SCARLINO – Solo vapore acqueo. È questa la conclusione a cui è giunta Arpat, dopo i riscontri effettuati alla Nuova Solmine in seguito alla fuoriuscita del 7 febbraio scorso che aveva messo in allarme la cittadinanza. In quell’occasione, ricostruisce Arpat «si è verificata una emissione anomala dal camino B1F (ciminiera principale dell’impianto). L’emissione, anche se di breve durata, ha suscitato preoccupazione presso i comuni di Follonica e Scarlino. La Società, su richiesta dell’Agenzia, ha trasmesso le informazioni preliminari sull’evento segnalando la sua risoluzione in tempi brevi. In accordo con il sindaco del comune di Scarlino è stata pianificata un’ispezione da parte di ARPAT al fine di approfondire le cause e la reale portata dell’evento». Ispezione che era avvenuta pochi giorni dopo, il 12 febbraio.

Secondo quanto ricostruito, verso le 10.30 si è verificata una fuoriuscita di vapore dal camino dell’impianto di produzione acido solforico a causa della foratura di un economizzatore (scambiatore gas/acqua finalizzato al recupero di calore). «Dalle informazioni fornite dal gestore dello stabilimento – prosegue Arpat -, è emerso che, al verificarsi del travaso di acqua demineralizzata nella corrente gassosa, si producesse una vaporizzazione pressoché istantanea della stessa con un probabile innalzamento della pressione. Secondo quando affermato dal gestore il successivo passaggio attraverso l’acido nella torre di assorbimento secondaria ne ha determinato la condensazione con formazione di particelle talmente piccole da sfuggire sia all’assorbimento che ai filtri posti in testa alla torre, senza interazioni con l’acido solforico».

«Le condizioni meteorologiche al momento del rilascio hanno favorito la buona visibilità del vapore in uscita dal camino e la rapida dispersione del pennacchio entro i confini dello stabilimento senza ricaduta a terra». Secondo quanto riporta Arpat le centraline non hanno segnalato presenza di sostanze fuori norma «si può ragionevolmente ritenere che nell’evento in questione sia stato rilasciato principalmente vapor d’acqua con probabili tracce di SO2 e H2SO4 sotto forma di nebbie, senza alterare il quadro emissivo del camino registrato prima dell’evento in questione».

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