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Torna Giardini di Marzo. Pacini: servono investimenti e organizzare più eventi

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Saranno i laboratori di potatura rinvaso e cura delle piante uno dei punti di forza della quarta edizione della Fiera dedicata al Florovivaismo Giardini di Marzo. Un evento che, nonostante la crisi che sta colpendo tutti i settori, non smette di crescere con un incremento costante degli espositori che sono passati dai 66 dello scorso anno ai 75 di quest’anno metà dalla provincia e metà dal resto d’Italia. Tra questi la parte del leone la fa sempre più il vivaismo, passando da 29 a 39. «Questa è una fiera guardata con attenzione dal settore – afferma Riccardo Breda, presidente Grosseto Fiere –. Oltre alle esposizioni di piante avremo un’area talk show piuttosto nutrita. Il pomeriggio di venerdi, ad esempio, il comune di Grosseto organizzerà un convegno per raccontare il futuro della pineta e quanto fatto sinora. Ma ci sarà anche un incontro con la Asl per la prevenzione dei rischi nei vivai»

E poi ancora, le piante della salute, per imparare a usare le erbe raccolte per fare tisane e impacchi, e un incontro sull’autosufficienza energetica nelle aziende agricole. Sabato saranno ospiti i ragazzi della Casa famiglia Il Sole, mentre domenica “Maremma in bici” percorso cicloturistico che toccherà il castello della Pia e il museo dell’azienda vitivinicola Zonin. Infine sarà premiato il miglior allestimento, come da tradizione, e per i bambini una fattoria didattica con tanti animali.

«I laboratori – afferma Carlo Pacini, direttore Grosseto Fiere – saranno rivoltio al pubblico che può partecipare attivamente. Ci saranno poi degustazioni di pecorino toscano e cinta senese e a tutte le donne sarà consegnato un tagliando con estrazione di un premio finale». 20 mila metri quadri di area espositiva, 14 gazebo, tre tensostrutture, un padiglione. Quattro parcheggi gratuiti per 6 mila posti auto e poi tutti i servizi della fiera: bar tavola calda, pizzeria, animazione per bambini, un punto di primo soccorso e un ufficio informazioni, con un costo d’entrata di 7 euro.

«In questo momento – prosegue Pacini – non è facile proporre eventi, questa però è l’unica manifestazione fieristica in Toscana sul florovivaismo» Pacini ribadisce come «il centro fieristico potrebbe diventare un patrimonio per tutta l’Italia centrale se si decide di investirci. Siamo l’unica area attrezzata per questa zona, ma la Regione dei molti eventi che organizza non ne ha mai portato nessuno al Madonnino» «Oggi – prosegue Breda – fare progetti a lungo termine e programmare eventi è difficile proprio a causa della crisi»

 

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