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Rossi: Non è un lupo quello ucciso. Atto grave ma è sintomo di malessere

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GROSSETO – “La Provincia di Grosseto – dichiara Enzo Rossi, assessore provinciale all’Agricoltura –  condanna fermamente il gesto di chi ha ucciso, e poi gettato in piazza, una femmina di canide. Si tratta di un grave illecito penale, punibile con la condanna fino a due anni. La carcassa è stata trasferita dagli agenti della Polizia provinciale all’Istituto zooprofilattico per gli accertamenti utili alle indagini, ma fin da una prima osservazione si può escludere l’ipotesi che si tratti di un lupo, in quanto l’animale presenta le caratteristiche tipiche della forma domestica quali: la presenza di unghie bianche, il mantello non lupino, l’assenza della tipica mascherina facciale e della striscia nera sulle zampe anteriori”.

“Ciò che è accaduto a Roccalbegna – continua  Enzo Rossi – è la punta dell’iceberg di un malessere che la Provincia di Grosseto conosce molto bene: quello degli allevatori schiacciati dalle continue predazioni. Gli attacchi si stanno estendendo sul territorio, tanto da rendere difficile, oggi, l’individuazione di aree completamente indenni. E’ arrivata al massimo l’esasperazione, si è rotto l’equilibrio, e sono sempre più numerose le aziende che non ce la fanno a reggere, messe a dura prova, tra l’altro, dalla crisi e dal rincaro dei costi di produzione”.

“La  Provincia  –  spiega  Rossi – dal 2009, sta lavorando insieme alla Regione, ai Comuni, alle Università, alle associazioni ambientaliste, dei cacciatori e alle organizzazioni agricole  e di allevatori, per ristabilire questo equilibrio. Le azioni messe in campo sono molteplici e di diversa natura: dalla concessione alle aziende in uso gratuito di dissuasori acustici e recinzioni elettrificate, alle risorse per la guardiania notturna. E abbiamo ottenuto un primo importante risultato sul piano della lotta al randagismo quando l’Ispra ha autorizzato la cattura degli ibridi, che prima non era consentita. Questo ci permette da un lato di intervenire per ridurre il numero di attacchi agli allevamenti tutelando gli interessi degli allevatori e dall’altro di portare avanti con maggiore efficacia i progetti di salvaguardia del lupo, che ricordiamo è una specie protetta dalla legge nazionale 157/92 e dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Pertanto non è pensabile la sua pura e semplice eliminazione dal territorio provinciale o nazionale. E’ invece doveroso e urgente moltiplicare gli sforzi per ridurre i fenomeni del randagismo e della ibridazione cane-lupo, che provocano i maggiori danni alla zootecnia e che sono i più frequenti come dimostra l’uccisione di questo canide”.

“La Provincia – conclude  Enzo Rossi –  è pienamente solidale con gli allevatori e sta facendo il  possibile, all’interno delle normative nazionali e comunitarie vigenti, per prevenire e alleviare i problemi degli attacchi. Ma affinché queste misure diventino sempre più efficaci è fondamentale la leale collaborazione di tutti, a partire dai proprietari dei cani, che devono adeguarsi alle norme di legge che prevedono l’obbligo dell’identificazione elettronica e la corretta gestione degli esemplari per evitare che vaghino incontrollati sul territorio”.

Le attività della Provincia di Grosseto per la tutela degli allevamenti e la salvaguardia del lupo.

La Provincia di Grosseto, unico esempio in Toscana, si è fatta promotrice negli anni 2010 e 2011 del servizio di guardiania notturna, attraverso il quale con fondi regionali hanno ottenuto il finanziamento 87 aziende, per un totale di 300mila euro. Con fondi regionali sono stati assegnati in uso gratuito anche 80 dissuasori acustici e 3 recinzioni elettrificate. Si intrecciano con questi interventi le azioni previste dai progetti comunitari Life Ibriwolf e Life Medwolf, di cui la Provincia di Grosseto è capofila. Con Life/Ibriwolf la Provincia sta lavorando per ridurre la perdita del patrimonio genetico del lupo in Italia centrale. I risultati delle indagini avviate dal settembre 2011 consentiranno di predisporre il Piano Strategico Provinciale per la riduzione del randagismo canino, strumento di pianificazione unico in Toscana che si prevede di adottare entro l’autunno 2013.
Con il progetto Ibriwolf sono previste sessioni di cattura di cani vaganti, ibridi lupo-cane e cane-lupo. Lo scorso ottobre, nella zona della discarica di Montauto, nel Comune di Manciano, sono stati catturati 7 canidi selvatici, mentre attualmente sono in corso delle sessioni di cattura nell’area di Stribugliano, nel Comune di Arcidosso e in località Polverosa, nel comune di Orbetello. Le attività sono condotte dai ricercatori del Dipartimento di zoologia dell’Università La Sapienza di Roma.
In parallelo si è costituito un Tavolo Tecnico con il compito di favorire l’approvazione di linee guida per le gestione degli ibridi a livello provinciale, con la partecipazione dei partner di progetto (Provincia di Grosseto, WWF Italia, Università La Sapienza, Parco della Maremma e Unione dei Comuni montani dell’Amiata grossetano), ma anche del Corpo Forestale dello Stato, della Regione Toscana e del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano.

Il progetto Life/Medwolf nasce per migliorare le pratiche di conservazione del lupo nel Mediterraneo e  le misure di prevenzione del danno con un sensibile aumento del’utilizzo di metodi di prevenzione da parte degli allevatori. Tra i risultati attesi una riduzione dei danni del 20%.

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