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La morte di Andrea Nencini al “Giro di Maremma”. Sennati: «La bicicletta era la sua vita»

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – «Ci ha lasciato in corsa». In queste poche parole significative è racchiuso il dolore di Luca Sennati, responsabile del settore ciclismo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, dove Andrea Nencini (nella foto) prestava servizio come discontinuo. «Abbiamo accolto Andrea nel nostro gruppo dieci anni fa – commenta Sennati -, si è fatto subito volere bene, non solo per i successi raccolti in corsa. Con noi ha vinto per due volte il titolo iridato, oltre a numerosi successi ottenuti in campo nazionale, ma Andrea Nencini non era solo questo, era un ragazzo sereno, nato per andare in bicicletta. Mi raccontava sempre che aveva imparato a pedalare, ancor prima di iniziare a camminare. La bicicletta era la sua vita». Con il suo modo di fare, sempre molto attivo e propositivo, Andrea aveva contagiato anche gli altri atleti, spingendoli a dare di più: «Per il nostro movimento era un punto di riferimento importante – racconta Sennati -, tutto in pratica ruotava intorno a lui. Il nostro è un settore in cui prevale la passione, abbiamo sempre corso per divertimento, anche se Andrea aggiungeva quel qualcosa in più ai nostri sacrifici».

Un passato da professionista, nelle stagioni 1999 e 2000, prima con la Polti, poi con la Colpack, Nencini stava partecipando al “Giro di Maremma”, ma in programma aveva anche altri appuntamenti per la stagione da poco iniziata. «Andrea si stava preparando per il campionato italiano di Mountain Bike dei Vigili del Fuoco – osserva Sennati -, stamani era in gara per fare una sgambata, in vista della prova di Arezzo». Domenica prossima, purtroppo, Andrea Nencini non sarà ai nastri di partenza di una delle sue gare, lasciando un vuoto incolmabile.

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